Il lutto
Missione per sostenere la beatificazione di Suor Maria Lilia
Sindaco e vicesindaco a Gavignano per supportare la causa La religiosa, morta nel 1926, aveva fondato lì un istituto
Va avanti con grande entusiasmo la spinta di istituzioni civili, religiose e di fedeli, perché Suor Maria Lilia Mastacchini di Castell’Azzara sia proclamata beata e poi santa. Alcuni giorni fa il sindaco Maurizio Coppi e il suo vice Massimiliano Nannoni sono andati a Gavignano per supportare il processo di beatificazione della “suorina santa” che l’11 gennaio 1920 fondò proprio a Gavignano l’ordine delle suore terziarie francescane poi Pii Operaie. E così per celebrare il centenario e per spingere alla beatificazione già avviata da tempo, il presidente dell’associazione “Maria Lilia”, Mario Manciocchi e il sindaco di Gavignano Ivan Ferrari ne hanno celebrato il ricordo.
Primo invitato il comune di Castell’Azzara dove Suor Lilia nacque il 24 maggio 1892, da Fortunato Mastacchini e Caterina Baffetti che la chiamarono Teresa. Dopo aver preso i voti nel convento di Ischia di Castro, nel 1919 la religiosa fondò nella diocesi di Segni l’istituto delle Terziarie della Divina Provvidenza e morì in odore di santità proprio a Colleferro di Roma la mattina del Giovedì Santo del 1926.
La popolazione la considerò subito santa e anche a Castell’Azzara, soprattutto durante la guerra, fu invocata perché proteggesse i castellazzaresi. Non pochi di essi attribuiscono alla sua intercessione la protezione celeste in quei tragici avvenimenti. C’è chi racconta di essersi affidato a lei per tornare dalla guerra di Russia sano e salvo e così fu, oppure di essersi salvato dai bombardamenti solo elevando una preghiera a Suor Maria Lilia.
Per la suora, morta a soli 33 anni, non dovrebbe tardare la beatificazione e la canonizzazione. L’ha richiesta già tre anni fa un’associazione nata appositamente con questo scopo. Si ricordò fin da quell’occasione come l’infanzia di Maria Lilia non fu come quella delle altre fanciulle perché fece presagire fin d’allora le sue virtù, la predilezione del divino sposo e la protezione della Vergine.
La sua vita è già diventata leggendaria e si rammenta che una volta che stava per essere violentata, per salvarsi si gettò da un muro in una vasca profonda e piena d’acqua e fu salvata da una signora, in cui i fedeli hanno voluto vedere la Madonna. Nell’aprile 1907 a 15 anni entrò nel Monastero delle francescane di Ischia di Castro (Viterbo) e d’allora si chiamò Suor Maria Lilia. Predisse anche il terremoto che fece tremare il suolo di Ischia.
Suor Lilia aveva le stimmate, attestate anche dalle consorelle a lei contrarie e un crocifisso che, si dice, fece sangue. Nell’agosto del 1919, andò a Roma e poi, autorizzata dal Cardinale Scopinelli, con tre suore e 50 centesimi in tasca, si fermò a Gavignano dove fondò l’Istituto delle Sorelle Terziarie Francescane della Divina Provvidenza.
In poco tempo aggregò altre suore, il numero crebbe, ammise le aspiranti, raccolse orfanelle, creò laboratori, una tipografia, un cinematografo e il pronto soccorso. Il suo programma abbracciò l’istruzione, l’educazione, la beneficenza, la riabilitazione la previdenza a vantaggio di tutti. Morì il 1º aprile 1926, giorno del giovedì santo in cui aveva desiderato di morire, come Gesù. Aveva predetto anche che sarebbe morta, come avvenne, a 33 anni.
Di lei si raccontano vari episodi miracolosi in un opuscolo scritto da Monsignor Giuseppe Centra. Già tre anni or sono, una delegazione di Colleferro aveva incontrato l’allora sindaco Fosco Fortunati e il parroco di Castel’Azzara don Antonio, portando loro quadri e oggetti appartenuti alla suora e visitando poi la casa della religiosa. —
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