Il Tirreno

Grosseto

FOLLONICA 

Anche l’Anpi chiede la tutela del bunker di Rondelli

G.S.
Anche l’Anpi chiede la tutela del bunker di Rondelli

Fu uno dei punti di assalto ai militari tedeschi che nel 1944 occupavano la città Nella battaglia perse la vita il partigiano Virio Ranieri

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follonica. Il bunker di Rondelli continua a suscitare interesse e oggi è l’Anpi di Follonica che chiede al Comune di tutelare il bene storico che si trova alle porte della città.

La sezione spiega che il bunker fu utilizzato durante la Seconda guerra mondiale e fu uno dei punti di assalto dei Partigiani ai tedeschi che nel 1944 occupavano Follonica. «La colonna dei combattenti di liberazione follonichesi, scarlinesi e gavorranesi, per ben due giorni (23 e 24 giugno 1944) parteciparono alla “Battaglia per la liberazione di Follonica” e, dopo duri scontri, con il benestare dagli alleati, attestati nel gavorranese, irruppero verso Follonica – spiega l’Anpi – Fu un’azione decisa e voluta dai partigiani per scongiurare il preventivato bombardamento a tappeto della cittadina che gli alleati e soprattutto gli americani avrebbero voluto effettuare. La colonna partigiana, circa 120 combattenti, divisa in vari tronconi, con il tenente Carlo Fabbrini e Don Ugo Salti tra i protagonisti, affrontò l’azione di liberazione: una prima pattuglia armata cercò di penetrare da Senzuno, un’altra tentò di sfondare dal bivio Rondelli, altre dal cimitero e dal Bivio della fattoria Bicocchi, per sconfiggere i tedeschi asserragliati da ultimo nei boschi di Valli».

«Al bivio Rondelli i tedeschi si opponevano all’avanzata dei partigiani al riparo nel bunker e con lo sfondamento di questo e delle altre postazioni, la battaglia continuò casa per casa fino a liberare il centro di Follonica, permettendo l’entrata, dalla parte di Senzuno, delle forze armate americane» spiegano. In quei momenti di assalti, spari e bombardamenti, perse la vita, tra gli altri, il giovane partigiano locale Virio Ranieri al quale à intestata la sezione Anpi di Follonica.

Proprio per questi avvenimenti la sezione ritiene che il piccolo edificio interrato sia da tutelare: «Costituisce – dicono – una traccia densa di sacrifici e di storia della nostra gente che, con la lotta di Liberazione, ha restituito dignità e valore ad un’intera nazione, costruendo le basi fondamentali per la nostra Repubblica democratica e antifascista». —

G.S.

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