Il Tirreno

Grosseto

castel del piano 

I “legnaioli” festeggiano il patrono San Giuseppe

F.B.
I “legnaioli” festeggiano il patrono San Giuseppe

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castel del piano. La festa dei falegnami di Castel del Piano compie 215 anni e i “legnaioli” la celebrano il 23 di gennaio, giorno in cui la Chiesa ricorda lo sposalizio tra Giuseppe e la Madonna.

Una tradizione antichissima, nata nel 1805, che si è svolta pressoché ininterrottamente (con qualche pausa, forse, in anni di guerra). La festa trae spunto dalla profonda devozione popolare alla Madonna che attecchì tra i “legnaioli”, categoria numerosa all’epoca, che fondarono la loro Società con finalità mutualistiche e solidaristiche. Questa tradizione nonostante le trasformazioni, ancora resiste, è si è allargata ad altri falegnami dei comuni limitrofi.

Domani, come ogni anno, un nutrito gruppo di persone si ritroverà per la messa delle 12, celebrata non a caso nella chiesa dedicata a San Giuseppe dove è esposta una tela del Nasini raffigurante lo Sposalizio della Vergine. Poi si consumerà un pranzo conviviale e sarà distribuito il biscotto intrecciato, simbolo dell’unione tra Maria e Giuseppe. L’organizzazione dell’appuntamento viene affidata, anno dopo anno, ai cosiddetti “festaioli”, un gruppo di tre persone scelte per il successivo appuntamento, che si ritrovano, contattano i partecipanti, scelgono il locale per il pranzo, curano tutti gli aspetti organizzativi.

Per l’edizione 2020 i festaioli che furono nominati lo scorso anno sono don Gianni Lanini, Rosildo Seri e, per la prima volta, una signora, Angelica Sodi che, da alcuni anni, lavora come falegname.

Della festa viene tenuto un diario, aggiornato con i dati salienti della giornata, che custodisce e rappresenta un pezzo di storia locale. Il mestiere di falegname sull’Amiata resiste ancora una robusta filiera legata alla lavorazione del legno che va dai boscaioli, ai restauratori, ai produttori di mobili ed infissi. L’auspicio dei partecipanti è che, oltre a mantenere viva una tradizione che vanta oltre duecento anni di storia, la “festa” possa rappresentare anche uno stimolo a intraprendere questo mestiere antichissimo e creativo. — F.B.

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