Attenzione
La durata delle concessioni finisce al Tar
Diversi stabilimenti balneari hanno chiesto ai giudici il prolungamento dopo il no ricevuto dal Comune di Follonica
Sono tanti gli stabilimenti balneari del Golfo di Follonica che hanno scelto di fare ricorso al Tar della Toscana in seguito ai dinieghi ricevuti in merito alle loro istanze di prolungamento delle concessioni demaniali marittime. Un tema caldo che da qualche anno infiamma gli animi dei gestori dei bagni.
In Italia l’ultima proroga delle concessioni di aree demaniali marittime destinate all’esercizio di stabilimenti balneari, all’interno della legge di Bilancio per il 2019, ha prorogato fino alla fine del 2033 la durata delle concessioni in essere al 1 gennaio 2019.
L’atto legislativo europeo di riferimento che ha creato il rovello è però la direttiva Bolkestein che dispone che «l’autorizzazione è rilasciata per una durata limitata adeguata e non può prevedere la procedura di rinnovo automatico, né accordare altri vantaggi al prestatore uscente». In questo modo i rinnovi generalizzati e automatici delle concessioni di aree demaniali vengono contestati. Le concessioni demaniali di diritto italiano sono da qualificare come “autorizzazioni” da ottenere dalle amministrazioni nazionali competenti. Vengono quindi chieste ai Comuni che applicano la disposizione sul territorio.
A Follonica sono cinque le società che recentemente hanno fatto ricorso: l’Ultima Spiaggia, Hawaii Beach, il bagno Ombretta, il bagno La Pineta e la Nuova Maremma società cooperativa. Visto che tutte queste società ricorrenti hanno depositato nel dicembre 2019 anche istanza per la proroga ex lege delle concessioni al 2033, il Comune di Follonica ha scelto di rivolgersi ad un legale.
Il Comune di Follonica deve infatti assumere una posizione nella complessità della situazione che si è venuta a creare dovuta, non solo dal contenzioso in essere, ma anche dal contrasto tra le norme europee e quelle italiane. Il Comune si è affidato all’avvocato Carlo Lenzetti che riceverà, vista la complessità normativa e giurisprudenziale dell’argomento, quasi 39mila euro. La tanto odiata Direttiva Bolkestein 2006 / 123 / CE, di fatto disapplicata da diverse leggi italiane, dispone che le concessioni demaniali marittime siano assegnate con gara pubblica. Ad oggi la normativa europea era stata scavalcata con il sistema delle proroghe automatiche delle concessioni demaniali marittime, previste dalle legge di Bilancio, ma una sentenza del Consiglio di Stato potrebbe cambiare le carte in tavola: a Santa Margherita Ligure una società ha fatto ricorso a seguito del rifiuto ricevuto dal Comune di indire una gara pubblica su una concessione demaniale, confermando l’assegnazione alla società già concessionaria. In questo caso il consiglio di Stato ha ha annullato gli atti in cui il Comune aveva respinto le richieste della società. —
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