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castel del piano 

La comunità piange Pino, il parrucchiere gentile

Fiora Bonelli
La comunità piange Pino, il parrucchiere gentile

Si è spento lo storico coiffeur del paese, ricercatissimo per la sua bravura. Attivo nella Pro Loco e in opere di solidarietà, era ricoverato all’ospedale

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La comunità di Castel del Piano dà l’addio a Pino, lo storico parrucchiere che per 35 anni ha ospitato nel suo salone tante signore e signorine del borgo. Giuseppe Benedetti, conosciuto da tutti come Pino, è morto all’ospedale di Castel del Piano dove era ricoverato per una malattia.

Nel borgo amiatino era arrivato nel 1960 e aveva attraversato quella stagione di effervescenza economica che ha caratterizzato la vita sociale castelpianese per lo meno fino agli anni Ottanta e Novanta.

Benedetti, classe 1935, era originario dell’Urbinate, come la moglie Maria Luisa. Aveva fatto sempre il parrucchiere, prima a Rimini e poi a Castel del Piano. Vi si era stabilito definitivamente quando la moglie, che aveva vinto un concorso all’Inam, aveva avuto come sede Castel del Piano. Lui per seguirla, aveva lasciato Rimini e aveva deciso di aprire un salone in pieno centro.

«I miei genitori erano innamoratissimi – rammenta la figlia Tiziana – e lui le era volato dietro quando mia mamma ebbe la sede qui. Il suo primo salone si apriva in corso Nasini, che allora, mi ha sempre rammentato, era pieno di negozi, vivo e in pieno sviluppo economico».

Quel parrucchiere, che col suo fare gentile e confidenziale si guadagnò subito le simpatie delle signore, fu conosciuto subito col nome di Pino e lui diventò un professionista rinomato per le acconciature di capelli. Era ricercato per la sua bravura nel taglio, nelle tinte, nelle permanenti. Il vero parrucchiere, insomma, cui le clienti non mancavano anche di far qualche confidenza, che lui, col suo carattere gentile e gradevole, raccoglieva volentieri con molto garbo.

Una persona stimata e che in sessanta anni nel paese ha dato molto alla comunità, pur senza mai voler mettersi in mostra, ma con sobrietà e rispetto. Era presente a supporto delle manifestazioni e iniziative della Pro Loco ad esempio nelle vesti di babbo Natale, ha partecipato come corista nella corale parrocchiale Santa Lucia, era assiduo frequentatore della chiesa dei Cappuccini di San Lorenzo. Da corso Nasini, poi, Pino trasferì il suo negozio in via Vittorio Veneto, dove ha lavorato fino al 1995, anno in cui è andato in pensione. Ma anche dopo ha continuato a darsi da fare, nel suo orto che curava con passione, in opere di solidarietà e proseguendo la collaborazione con la Pro Loco, se era richiesto il suo contributo. Pino lascia la moglie Maria Luisa, i figli Marco e Tiziana e le adorate nipoti Livia e Camilla. I funerali si celebreranno domattina alle 10,30, nella chiesa della Propositura e i suoi resti mortali verranno cremati. Tiziana esprime tutta la sua gratitudine «per l’accoglienza, l’umanità, la gentilezza, l’amore, l’aiuto fisico e psicologico, gli abbracci, la solidarietà, la competenza di tutto il reparto di medicina e del pronto soccorso del nostro ospedale. Sicuramente un attestato di stima che i miei genitori si sono guadagnati in 60 anni di vita in questa comunità». 

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