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Raddoppio in ritardo Biondi: «Inaccettabile»

Lina Senserini
Raddoppio in ritardo Biondi: «Inaccettabile»

La rabbia della sindaca per la mancata apertura del cantiere Il percorso è stato avviato nel 2001: serviranno altri due anni

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civitella marittima. La lunga scia di sangue che ha reso la Due Mari, nel tratto tra Grosseto a Siena, una delle strade più pericolose d’Italia non accenna a fermarsi, mentre i cantieri degli ultimi tre lotti ancora a due corsie procedono a singhiozzo o sono fermi da anni.

Con le due vittime di ieri, il bilancio di morti sulla “grande incompiuta”, come qualcuno ha definito questa strada, sembra un bollettino di guerra, in cui le parole “fatalità”, “velocità”, “distrazione” suonano come una beffa di fronte agli impressionanti ritardi nei lavori. In provincia di Grosseto sono rimasti solo due tratti a due corsie, una manciata di chilometri pericolosissimi, tra curve, gallerie, imbuti e rallentamenti: il lotto 4 Lampugnano-Civitella Marittima e la galleria di Casal di Pari, meno di 5mila metri in tutto che attendono le ruspe per completare il raddoppio dell’unica strada tra la costa e l’entroterra regionale.

I lavori della galleria si sono fermati nel 2015, mentre quelli del lotto 4, assegnati a dicembre 2018, non sono mai partiti a causa di un ricorso al Tar. E se ora la situazione si è sbloccata è solo per il fallimento della Carena spa, la prima impresa aggiudicataria, e il conseguente affidamento alla seconda. «Non ci sono più parole», commenta la sindaca di Civitella Paganico, Alessandra Biondi, tra lo scoramento e la rabbia di fonte alle due ennesime vite spezzate. Da sempre in prima fila per sollecitare il lavori, per dare risposte ai propri cittadini che su quella strada transitano ogni giorno e per scrivere la parola fine su un percorso avviato nel 2001, con l’inserimento dell’opera nella Legge Obiettivo. «Di fronte a questa tragedia – aggiunge – ogni altro ragionamento passa in secondo piano e sale la rabbia, perché quel lotto doveva già essere finito, i soldi ci sono, il lavoro è appaltato. Capisco perfettamente la complessità delle procedure, ma questi ritardi sono inaccettabili e vanno oltre ogni volontà di comprensione. In questo Paese conviviamo con gli anacronismi, subiamo i tempi biblici delle opere pubbliche quasi con rassegnazione. Sono amareggiata, perché malgrado l’impegno con cui come amministratore locale cerco di sollecitare e di accelerare i tempi non si vede la fine di questo famigerato raddoppio. E intanto gli anni passano e i morti aumentano. E sappiamo bene che il numero di incidenti diminuisce con la maggiore sicurezza delle strade. Ci sono precise responsabilità in questi ritardi».

Per aprire al traffico i primi 50 chilometri della Due Mari, o E78 come si chiama secondo la classificazione europea, tra Grosseto e Siena, ci sono voluti dodici anni, dal 2006 al 2018. Quanti ancora per veder terminato l’ultimo fatidico pezzo fino al Capoluogo maremmano, che comprende anche il lotto 9 in provincia di Siena? Le previsioni dell’Anas parlano chiaro: non prima del 2022. Se tutto va bene. —

Lina Senserini

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