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Tromba d’aria, dopo 2 mesi macerie ancora da smaltire

Ivana Agostini
Tromba d’aria, dopo 2 mesi macerie ancora da smaltire

A novembre scorso il disastro che ha prodotto tonnellate di rifiuti nei cortili Le famiglie aspettano la rimozione. Minucci: «Sei inizierà le operazioni lunedì»

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Sono passati due mesi e lo smaltimento dei calcinacci e delle coperture varie accatastati nei cortili non è iniziato. Sono questi i resti ancora visibili della tromba d’aria che ha piegato la zona della Radicata e dove lo smaltimento non ha ancora avuto luogo, dal 17 novembre. Le famiglie aspettano. Le operazioni dovrebbero iniziare lunedì, come fa sapere il Comune.

Calcinacci e bandoni (grosse coperture di lamiera) sono accatastati nei cortili delle case. Sono questi alcuni dei segni più visibili della tromba d’aria che ha colpito la zona che va dalla Feniglia a San Donato nel comune di Orbetello. Alla Radicata si lavora per rimettere in sesto case e cortili. Su alcuni tetti sono già comparse tegole nuove e le ditte sono al lavoro per rimettere in sesto le coperture spazzate via dal vento.

Vittoria Angeloni abita alla Radicata e ha qui una scuola di equitazione. Pian piano, grazie alla solidarietà degli amici, ha ricostruito i suoi box per cavalli e ha rifatto il tetto di casa. È in attesa dell’autorizzazione ufficiale a rientrare. Vittoria è, fra le altre cose, quasi alla fine della sua gravidanza. Non vede l’ora che tutto torni come prima. «Siamo a buon punto – dice – i box sono stati rifatti, i capannoni li stiamo sistemando. Rimangono i calcinacci e altri rifiuti che speriamo siano portati via presto».

Vittoria ha cominciato di nuovo la sua attività. «Sono contenta perché i bambini hano ripreso a venire. Con il mio pancione faccio quello che posso ma cerchiamo di tornare alla normalità».

Come gli altri danneggiati ha presentato le domande per i rimborsi e attende, consapevole che non tutto quello che ha perso sarà risarcito. Ha dovuto comprare un’auto nuova che nessuno le rimborserà dato che le macchine non sono comprese nei rimborsi.

Qualche centinaia di metri più in là abita Ercole Cavasini, che ha fatto ritorno a casa. Per arrivare fino a casa sua, lo scenario è disastroso. Ci sono bandoni ancora divelti e accartocciati nei campi. Calcinacci e tegole fatte volare via. La foto grande mostra l’orbetellano di fronte a un gigantesco cumulo di detriti, che ancora non sono stati portati via.

Nei giorni scorsi Cavasini con alcuni amici è andato nei campi a cercare di recuperare i resti sparsi ovunque dalla furia del vento e che ha accatastato in modo da facilitare il lavoro di rimozione che deve essere fatto. «Siamo in attesa che arrivino a portare via tutto – dice – sono passati due mesi ma ancora non è venuto nessuno. Aspettiamo gli operatori a breve».

Per lo smaltimento dei calcinacci e di ciò che rimaneva dei tetti e delle coperture dei capannoni il costo verrà sostenuto dal Comune, così come è stato anche per lo smaltimento delle alberature danneggiare e sradicate dalla tromba d’aria.«Da lunedì – dice l’assessore all’ambiente Luca Minucci – dovrebbe iniziare il ritiro». Tutto sarà portato via da Sei Toscana.

Alla Radicata abita anche Sergio Panetta. Lui non ha mai lasciato la sua casa. Ha preferito così. «Siamo tornati quasi alla normalità – dice – abbiamo sistemato il tetto». Vite che stanno tentando di tornare alla normalità anche se di cose da fare ce ne sono molte e i segni di quello che è successo si vedono ancora nei campi vicini. —



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