Toscana
Nessuna “rivoluzione” della raccolta rifiuti Solo disagi dovuti ai tagli e alle scelte fatte
Bidoni non funzionanti, abbandoni in strada, differenziata al palo: il Pd analizza la gestione comunale e attacca la giunta
l’intervento
Sono ormai lontani in tempi in cui il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e l’assessore all’ambiente Simona Petrucci annunciavano pomposamente la “rivoluzione dei rifiuti”, che avrebbe magicamente risolto tutti i problemi che caratterizzano la complessa gestione dei rifiuti urbani.
La propaganda ha ceduto inesorabilmente il passo alla realtà e così la parola “rivoluzione” è progressivamente scomparsa dal lessico della giunta, lasciando i cittadini con i disagi di sempre, se possibile accresciuti: cassonetti non svuotati o mal funzionati, abbandoni di rifiuti in strada, pulizia e spazzamenti insufficienti. Ma guai a segnalare pubblicamente il problema, come ha fatto nei giorni scorsi la consigliera Catuscia Scoccati; dalle parti della giunta si accettano solo elogi e chi evidenzia criticità riceve solo contumelie e risposte stizzite.
È evidente allora che la questione non può chiudersi così e che si impone a questo punto un’attenta verifica delle politiche adottate in questi tre anni e mezzo dalla giunta Vivarelli Colonna.
Nessuna rivoluzione. In questi anni sindaco e assessore all’ambiente hanno spacciato come una geniale idea del Comune di Grosseto quella di introdurre i “cassonetti intelligenti”. In realtà basterebbe alzare un attimo lo sguardo e leggere le cronache locali del sud della Toscana per rendersi conto che questa è una novità proposta da Sei Toscana a tutti i Comuni dell’Ato e che Grosseto, come molti altri, sta recependo. La potente macchina della propaganda del sindaco vorrebbe dunque farci credere che a Grosseto è in atto una rivoluzione, ma così non è.
Riduzione nella media. Dato atto a Petrucci che, nel 2017, ha operato una riduzione dei costi nella gestione della discarica delle Strillaie, negli anni successivi la riduzione della Tari – rivendicata come eccezionale – si è attestata in realtà sui livelli di molti altri Comuni dell’Ato sud. Anzi, nell’ultimo Pef approvato a marzo dal consiglio comunale sono emersi segnali preoccupanti: non vi sarebbe stato infatti alcun risparmio in bolletta, se l’assessore non avesse proposto una forte riduzione degli accantonamenti.
Disagi per i tagli ai servizi. In questi anni il servizio di raccolta è stato drasticamente ridotto, a cominciare dallo svuotamento dei cassonetti, dei cestini fino a giungere allo spazzamento nelle frazioni. Gran parte dei disagi che avvertono i cittadini in questi mesi dipendono quindi dai tagli voluti dall’assessore. Ovviamente, secondo un costume abbastanza diffuso nella destra cittadina, per non assumersi le proprie responsabilità si è sempre cercato un alibi, dando prima la colpa alla precedente amministrazione guida Pd, ora ai lavoratori di Sei Toscana e all’inciviltà dei cittadini grossetani… La responsabilità principale, invece, è delle scelte dell’assessore che ha il compito di far funzionare il sistema.
La raccolta differenziata. Deludenti, almeno sino ad oggi, sono anche i risultati della raccolta differenziata. Lasciamo parlare i dati certificati dall’Agenzia regionale per il recupero delle risorse: nel 2016 il Comune di Grosseto aveva la differenziata al 35,76%, sopra la media provinciale (33,01), mentre l’Ato al 38,21% a fronte del 50,99% della regione. Nel 2018 Grosseto era salito al 37,29% (+1,53), scendendo sotto la media provinciale (37,55%), con un trend di crescita inferiore all’Ato (al 41,92%, + 3,71) e alla Toscana (56,05%, +5,06). Insomma, si è fatto peggio di provincia, Ato, regione.
La tariffa puntuale. I cassonetti ad accesso controllato servono anche a rendere possibile la tariffa puntuale... Questa sì che sarebbe un’autentica rivoluzione, che favorirebbe la differenziazione dei rifiuti e premierebbe i comportamenti virtuosi. Eppure in questi anni Petrucci vi ha speso ben poche parole, ingenerando il sospetto che questo non sia tra gli obiettivi principali del Comune. Sarebbe bene, allora che il nostro Comune seguisse l’esempio virtuoso di Follonica, che tra i primi comuni toscani, ha avviato la sperimentazione per giungere all’applicazione della tariffa puntuale.
Da tutte queste considerazioni si può trarre un’unica conclusione: dopo tre anni e mezzo dall’insediamento della giunta la “rivoluzione dei rifiuti” ha partorito un misero topolino.
Claudio Boccini
vicesegretario provinciale
Lorenzo Mascagni
capogruppo Pd
Comune di Grosseto
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google