La protesta
«Uccisa dalla nuora col veleno nel caffè» Filippo aspetta che Adriana torni a casa
Il figlio di Simonetta Gaggioli ancora incredulo dopo l’arresto della moglie accusata dell’omicidio di sua madre
In questi giorni concitati Filippo Andreani si ritrova completamente da solo. L’uomo, che oggi vive in un appartamento di Scarlino, è passato dalla convivenza con la compagna, i tre figli e la madre, in un piccolo appartamento di 60 metri quadri, alla completa solitudine. Simonetta Gaggioli, la madre di Andreani, è morta lo scorso luglio, uccisa e gettata, secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri che hanno svolto le indagini, in un fosso lungo la vecchia Aurelia dalla nuora, Adriana Pereira Gomes, che da sabato scorso si trova nel carcere di Sollicciano.
I figli della coppia, tre bambini piccoli, dal giorno del ritrovamento del cadavere della nonna, sono stati affidati a una casa famiglia. Adriana avrebbe ucciso la suocera somministrandole una dose massiccia di farmaci disciolti nel caffè, medicinali che la donna assumeva regolarmente ma che in quelle quantità le sarebbero stati fatali. Il tutto, sembra, alle spalle di Filippo che oggi, di fronte alla incarcerazione della compagna, è rimasto senza fiato: «Per lui è stata una grossa sorpresa – dice l’avvocato Francesco Nardini – non se lo aspettava. Già la morte della madre lo aveva colpito profondamente e adesso questa notizia lo ha preso alla sprovvista, è molto frastornato».
Nardini spiega che Filippo si augura che Adriana «torni a casa il prima possibile» ed è proprio in questo senso che si sta muovendo l’ufficio legale follonichese: Nardini e la collega Eleonora Goti nei prossimi giorni chiederanno al gip di revocare la custodia cautelare per la Gomes e, in caso di risposta negativa, valuteranno se rivolgersi al tribunale del riesame.
Simonetta Gaggioli è morta la notte del 26 luglio e il suo cadavere è stato ritrovato lungo l’Aurelia da un passante, la mattina del 3 agosto. Una settimana durante la quale la famiglia della donna si è molto preoccupata per la strana scomparsa, denunciata dallo stesso Filippo soltanto il 2 agosto. Il fatto che Filippo fosse all’oscuro di quanto messo in pratica dalla Gomes sarebbe però confermato da alcune registrazioni ambientali fatte all’interno della sala d’aspetto della caserma, dove la coppia era stata chiamata il pomeriggio del 3 agosto.
Lì Andreani si era mostrato sconvolto di fronte alla notizia della morte della mamma, ricevuta poco prima, e si chiedeva, incredulo, come fosse possibile che soltanto pochi giorni prima, il 29 luglio, la macchina guidata dalla Gomes si fosse fermata, per un guasto, proprio nel punto esatto dove era poi stato ritrovato il cadavere della donna. Quella stessa auto che secondo gli inquirenti sarebbe servita alla Gomes per il trasporto del cadavere, gettato poi lungo l’Aurelia proprio a causa del guasto avvenuto a pochissimi chilometri dalla casa dove l’anziana era stata uccisa. Ma la posizione della Gomes sarebbe aggravata anche da alcune intercettazioni nelle quale la donna avrebbe parlato con un’amica del risultato dell’esame tossicologico sul cadavere della Gaggioli. Nella chiamata Adriana parlava di “morte naturale” avvenuta a causa della somministrazione di farmaci. Nozione che Adriana avrebbe avuto ben prima della deposizione degli atti: la conversazione sarebbe avvenuta il 22 settembre mentre la consulenza tossicologia è stata depositata l’8 ottobre. —
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