Il Tirreno

Grosseto

castiglione della pescaia 

Tutto il territorio da oggi è sotto controllo Entrano in attività quasi cento telecamere

Enrico Giovannelli
Tutto il territorio da oggi è sotto controllo Entrano in attività quasi cento telecamere

Il sistema di videosorveglianza si avvale della posa di dieci km di fibra ottica. Sono coperte anche le frazioni

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CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Il comune di Castiglione della Pescaia completa la video sorveglianza su tutto il territorio, all’interno del progetto #CastiglioneSicura: da oggi saranno ben 97 le telecamere fisse a monitorare praticamente il paese e le frazioni. Un progetto partito con la sottoscrizione del Patto per la sicurezza firmato con la Prefettura di Grosseto.

«#CastiglioneSicura – ha spiegato il sindaco Giancarlo Farnetani – decidendo di investire risorse comunali, dai bandi della Regione Toscana e del Ministero dell’interno. Siamo partiti con 37 telecamere, di cui 5 erano per la vigilanza in materia ambientale, successivamente abbiamo integrato questo progetto con nuove postazioni nelle frazioni: a Tirli, Buriano, Punta Ala e Vetulonia. E ancora sulla strada provinciale di Pian d’Alma, su quella che porta alle Rocchette, in via Ansedonia (lato Marina di Grosseto), sulla strada provinciale del Padule (di fronte al nuovo palazzo Comunale), in via delle Collacchie (zona Casa Mora e Riva del Sole), sulla Panoramica nei pressi del cimitero e in viale Tirreno (dove c’è il Centro Sociale».

Le telecamere ora sono tutte operative, anche grazie a circa 10 chilometri di un nuovo cavo per la fibra ottica, installato con la società Net Spring, che cura la videosorveglianza comunale, con il segnale che arriva direttamente oltre che al comando dei vigili urbani anche alla caserma dei carabinieri. «Il lavoro che si è concluso – precisa Farnetani – rientra all’interno di un protocollo d’intesa sottoscritto inizialmente fra il nostro Comune e quello di Grosseto, che ci permette i avvalerci del sistema di videosorveglianza “TargaManent”, un supporto altamente tecnologico che riconosce la targa dei veicoli».

Il sindaco ha spiegato: «Con un continuo e proficuo confronto quotidiano con le forze dell’ordine, abbiamo installato altre 35 postazioni “sensibili”, e collocate altrettante telecamere che hanno preso posto sulla copertura di edifici comunali o su pali installati all’interno di siti di proprietà del Comune. La tecnologia utilizzata – ha precisato Farnetani – ha tutti i presupposti progettuali per far espandere l’infrastruttura, e che in futuro gli ampliamenti e le integrazioni potranno essere integrati con diversi servizi, come il sistema di telecontrollo territoriale, l’antincendio, e il monitoraggio della qualità dell’aria». Il progetto, come detto, ha avuto un costo totale di circa 297 mila euro, finanziato con un contributo del Ministero dell’Interno per 62 mila euro, della Regione Toscana per 15 mila euro, e dell’Ato per 6 mila; il resto a carico dell’Ente castiglionese, che provvederà sempre attraverso NetSpring, presente alla presentazione l’ingegnera Sara Felli, alla manutenzione. Le telecamere sono di diversi tipi, e in base al loro posizionamento possono essere azionate da remoto a 360 gradi, con una qualità di definizione davvero elevata. In particolare quelle posizionate lungo le arterie di scorrimento. Le telecamere utilizzabili per il TargaManent per esempio, consentono la gestione automatica del controllo accessi alle aree del capoluogo e alle sue frazioni, tramite l'attivazione di un software di lettura targhe che può effettuare in tempo reale la scansione di un flusso video proveniente da una telecamera Lpr o Alpr (anche notturne con uno specifico algoritmo che “schiarisce” in modo inequivocabile le targhe), verificando il transito di un mezzo, estrarre ed interpretare i caratteri alfanumerici presenti e archiviare i dati significativi in un database consultabile. Tutti gli elementi raccolti saranno consultabili anche da remoto, consentendo ricerche statistiche e report di vario genere. «La videosorveglianza – ha concluso il sindaco – è sempre più spesso un valido sostegno alle attività di indagine degli organi di polizia e un sistema come questo che abbiamo attivato, deve servire principalmente come deterrente. Però non dobbiamo confonderlo appunto con le richieste che riceviamo dai cittadini: non è possibile per nessuno, senza appunto una documentazione ufficiale dai carabinieri per esempio e per casi specifici, fare verifiche e indagini. Riceviamo costantemente segnalazioni per rivedere determinati episodi che sono successi lungo le strade, ma non è possibile farlo in nessun caso. La legge sulla privacy lo esclude categoricamente». — Enrico Giovannelli

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