Sicurezza
Orari, meritocrazia, progressioni: Cerboni presenta il contratto
In una sala consiliare gremita di dipendenti comunali spiegati i dettagli delle nuove regole. E arrivano 117mila euro
GROSSETO. Gli ultimi giorni del 2019 il Comune di Grosseto, le rappresentanze dei dipendenti dell’ente, i sindacati Cisl e Cgil hanno firmato il nuovo contratto collettivo integrativo, un passaggio non scontato, che nei mesi scorsi aveva fatto discutere, contrapponendo l’assessore al personale Giacomo Cerboni e la Uil. Querelle che sta avendo uno strascico in tribunale.
Il nuovo contratto porta significative novità e alcuni benefici ai lavoratori, sotto forma di progressioni orizzontali. Ieri sera, in una sala consiliare gremita, Cerboni, insieme al dirigente Felice Carullo, ai funzionari dell’ufficio personale, ha illustrato le deliberazioni 479/2019 e 484/2019, la prima avente come oggetto il nuovo regolamento sull’orario di lavoro, la seconda sul contratto integrativo.
«Dal 1º gennaio 2020 – ha detto Cerboni – sono vigenti poche regole, ma semplici e chiare, riguardo all’orario di lavoro». In estrema sintesi tutti devono entrare in ufficio tra le 7 e le 9, per conciliare la vita familiare e lavorativa dei dipendenti. L’orario di apertura al pubblico è pensato per le caratteristiche dei singoli servizi, in modo da agevolare l’utenza: fasce orarie di presenza obbligatoria per evitare le interruzioni dell’attività lavorativa, semplificazione della gestione di eccedenze e debiti orari e ore di straordinario, attraverso il superamento della banca delle ore.
La sottoscrizione del contratto collettivo integrativo ha avuto invece una gestazione più complessa. «Fin dall’estate – ha detto Cerboni – alcune sigle sindacali hanno alzato i toni, contestato i metodi, le riunioni, i tavoli di confronto, per poi decidere di trasferire in altre sedi questioni che potevano essere chiarite con il buon senso, con una semplice conversazione. Non voglio commentare, non è opportuno anche in vista dell’appello che è stato presentato, ma stasera (ieri) abbiamo avuto la riprova che i dipendenti soddisfatti degli atti approvati a fine anno sono netta maggioranza».
Entrando nel dettaglio si scopre che le annunciate progressioni orizzontali porteranno nelle tasche dei dipendenti meritevoli circa 117mila euro tra il 2019 e il 2020. Non sono molti, ma invertono un trend rispetto agli zero degli ultimi anni.
Cerboni puntava su due concetti base, che alla fine sono passati: meritocrazia e premialità per la corresponsione degli incentivi. Nel nuovo Cci sono stati fissati i criteri per l’assegnazione. Per la delegazione trattante di parte sindacale, il nuovo contratto – 18 pagine – non è stato firmato da Sergio Sacchetti (di Uil – Fpl) e dalle rappresentanze sindacali unitarie Roberto Cassai, Fabio Buglieri, Andrea Santini e Alessandro Bisdomini. — G.B.
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