Italia
Legge i messaggi dell’ex con un’amica: processata
Era entrata in casa e lo aveva trovato con una donna Impadronitasi del cellulare, aveva inviato le conversazioni al convivente di lei
Sarebbe stata accecata dalla gelosia nei confronti dell’altra. Che però non sarebbe stata l’amante del suo ex fidanzato ma soltanto una collega con la quale l’uomo aveva un rapporto di confidenza. Ora però, si è trovata di fronte al giudice Marco Bilisari, dove si è aperto, al tribunale di Grosseto, il processo a carico di una gavorranese di trentotto anni accusata di violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza.
La donna infatti, è accusata di aver preso il cellulare dell’ex fidanzato, di essersi inoltrata la corrispondenza tra lui e la sua collega e di averla poi inviata al convivente di lei, un uomo che vive a Cecina, chiedendogli anche di incontrarla, proprio per parlare del tradimento scoperto.
Era il 18 febbraio quando, all’1,30 del mattino, la trentottenne era entrata in casa del suo ex fidanzato con la scusa di prendere un paio di scarpe. Non aveva ancora restituito le chiavi di casa all’uomo: una volta dentro l’appartamento si era però accorta che lui non era solo. Stava parlando con la donna della quale era gelosa da tempo e che sospettava avesse con lui una relazione. Nonostante i tentativi dei due di dissuaderla, la trentottenne, dopo essersi avventata sull’ex fidanzato era riuscita a strappargli dalle mani il cellulare e a chiudersi nel bagno. Da lì, si era inviata un anno e mezzo di conversazioni tra i due al suo indirizzo di posta elettronica e parte di quei messaggi, gli aveva poi inoltrati al convivente della donna, dopo averle stampate anche su dei fogli da consegnare personalmente all’uomo. Nonostante che la collega di lavoro dell’ex fidanzato avesse cercato di rassicurarlo e nonostante che avesse fatto di tutto per negare quella relazione, non era stata ascoltata e lui l’aveva lasciata: la trentaduenne era stata costretta ad andare via da Cecina, dove viveva, per tornare a casa dei genitori a Campiglia Marittima.
È stata la donna, che oggi ha 32 anni, a sporgere denuncia contro la trentottenne, difesa dagli avvocati Marco De Stasio e Laura Poccioni. La ragazza, assistita dall’avvocato Alessandra Marconi del foro di Livorno, si è costituita parte civile al processo, celebrato davanti al giudice Bilisari (vice procuratore onorario è Pamela Di Guglielmo), chiedendo, oltre alla condanna alla pena ritenuta di giustizia, anche il risarcimento danni subiti, 20mila euro, con la richiesta di una provvisionale eseguibile immediatamente, di importo non inferiore ai 5mila euro.
Il processo si svolgerà con il rito abbreviato, così come richiesto dai legali dell’imputata.
L’udienza è stata rinviata a fine marzo. —
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