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«Incompatibilità del presidente» La guida del Falusi e l’affondo del Pci
massa marittima. Lorenzo Brenci dal 18 dicembre scorso è il nuovo presidente dell’Istituto Falusi ma l’elezione, secondo il Pci delle Colline Metallifere, non sarebbe potuta avvenire per cause di incompatibilità. «Brenci – dice il Pci – è dipendente dell’Asl comandato all’Asp di Sinalunga, dove ricopriva incarico di direttore amministrativo». L’elezione è avvenuta in sede di consiglio comunale e per il Pci la questione dell’incompatibilità era nota. «La pressione esercitata dalla politica e il richiamo del difensore civico regionale sul ritardo delle nomine fissato da precise disposizioni di legge, anch’esse disattese, hanno fatto accelerare i tempi e guardare poco ai dettagli», afferma il partito. «Poi non di secondo piano è il fatto che Brenci sia uomo del Pd – continua il partito – e se tutto fosse filato liscio a Siena, in occasione ultime comunali, avrebbe potuto ricoprire incarichi di lustro. Così non è stato e lo stesso Pd ha trovato il modo di sistemarlo affidandogli il Falusi. Infine, anche questo da rilevare, sono state spazzate completamente le voci delle minoranze e il Cda Falusi è oggi governato solo da figure che fanno riferimento alla sola maggioranza». «Non c’è da stupirsi – afferma Mauro Lorenzini a nome della segreteria del Pci delle Colline Metallifere – fa parte del Dna che ormai contraddistingue le istituzioni locali dove sempre meno posti sono disponibili agli appetiti dei partiti di maggioranza e quindi, dove possibile, si cerca di occupare anche tutti gli incarichi possibili».
Il sindaco Marcello Giuntini replica: «dal 31 dicembre Brenci non è più all’Asp di Sinalunga e quindi non sussistono le cause di ineleggibilità. La norma è chiara e dà dei tempi: lo statuto del Falusi dà 30 giorni di tempo per eliminare incompatibilità e la norma nazionale ne dà 15. Noi siamo rientrati nei 15 giorni. Brenci – prosegue Giuntini – non lavora a Sinalunga ed è rientrato nei suoi ruoli dove non è dirigente e non ha potere di firma».
Inoltre il merito alla polemica sulla mancanza dei membri di opposizione all’interno del Cda Giuntini afferma: «Non è scritto da nessuna parte che debbano esserci membri dell’opposizione – afferma – Lorenzini era stato messo nel Cda dall’ex sindaco di Gavorrano e non ebbe nemmeno lo stile di dimettersi rimanendo a fare l’opposizione interna. All’interno di un Cda non c’è bisogno di opposizione ma di chi lavora». E Giuntini affonda: «Il Pci ha bisogno di visibilità, sono quattro gatti che non hanno preso voti alle elezioni. Non sono riusciti nemmeno ad eleggere un rappresentante e questo dà la misura». —
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