Il Tirreno

Grosseto

SOS CENTRO STORICO 

Commercio in affanno «Servono aiuti e forze unite»

Sara Landi ; Sara Landi
Commercio in affanno «Servono aiuti e forze unite»

Confesercenti invita a riflettere sul valore sociale dei negozi in città e invita a un’azione comune delle associazioni. Confcommercio raccoglie e rilancia

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Affari in netto calo in centro storico a Natale e per i saldi? Al grido di allarme lanciato da alcuni commercianti dalle colonne del Tirreno rispondono oggi le associazioni di categoria che confermano le preoccupazioni di chi sta dietro il bancone e offrono qualche elemento di analisi a più ampio raggio.

«La situazione di crisi non è così omogenea e non riguarda solo Grosseto – dice la direttrice di Confesercenti Gloria Faragli – e va tenuto conto del fatto che nei centri storici, non solo di Grosseto, le cose sono peggiorate drammaticamente negli ultimi anni con la perdita non solo di residenti, e il loro progressivo invecchiamento, ma anche di attività e servizi. Inoltre il declino è stato accompagnato da una proliferazione, non sempre giustificata, di insediamenti commerciali esterni. Già all’inizio del processo noi avevamo detto, purtroppo inascoltati, che il rischio era proprio la desertificazione, non solo commerciale, dei centri storici. Oggi recuperare diventa quasi impossibile».

Se via d’uscita può e deve esserci deve passare per Confesercenti dall’azione politica, a livello nazionale e locale. «Noi rivendichiamo il valore sociale della presenza commerciale per il centro e per i vari quartieri della città – scrive Confesercenti in una nota – E se la politica nazionale riconosce tale valore, il ruolo (di presidio e servizi) che svolgono le attività dei centri storici, al pari di una farmacia, dell’ufficio postale o di un bancomat, deve agevolare e favorire il reinsediamento delle attività commerciali, così come le amministrazioni locali devono individuare strumenti per riportare i residenti in centro. Se la politica ritiene che questo ruolo ci sia, la presenza va garantita, se necessario anche sostenendo tali attività».

Confesercenti chiude la sua analisi augurandosi «una maggiore iniziativa unitaria all’interno della categoria: Confesercenti e Confcommercio devono lavorare insieme, trovando unità d’intenti e la capacità di misurarsi sui problemi, valorizzando gli strumenti di cui possiamo disporre».

L’appello a lavorare insieme nella stessa direzione che riguarda non solo le associazioni di categoria ma anche ciascun operatore commerciale non cade inascoltato da parte di Confcommercio. «L’unione fa la forza”, commenta la direttrice di Confcommercio Gabriella Orlando che ha le idee chiare sulle priorità su cui lavorare per il rilancio del centro storico. Partendo da un dato: «La nostra – ricorda Orlando – è la città italiana col maggior disequilibrio tra superficie commerciale e numero di abitanti. C’è un eccesso di offerta rispetto alla domanda e l’apertura del Maremà ha cambiato definitivamente gli equilibri tanto da avere riflessi in negativo non solo sul nostro centro storico ma anche su una città commercialmente florida come Follonica. Detto questo ora l’unica cosa che si può fare è lavorare sulle misure di compensazione per permettere al centro di rifiorire. Si deve lavorare sull’accessibilità, anche con una parziale revisione della Ztl e delle sue regole, garantire maggiore e migliore illuminazione e riprendere in mano il regolamento per il decoro perché offra anche strumenti per garantire bellezza e armonia in centro storico». E se queste sono azioni che chiamano in causa il Comune, anche i singoli commercianti devono fare la loro parte. «Va previsto – sottolinea Orlando – uno sforzo straordinario degli operatori a collaborare insieme e a pensare in maniera strategica anche co supporto delle associazioni di categoria e del Ccn, che è trasversale ad esse». —

Sara Landi

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