Gioco
Il fronte del No contro l’inceneritore «Lo spettro continua Serve stare uniti»
Monciatti (presidente del Comitato) invita alla compattezza «Una coesione che vada al di là degli schieramenti politici»
Lo scorso 20 dicembre Scarlino Energia, la società presieduta da Moreno Periccioli, ha depositato in Regione Toscana un progetto di “Revamping” dell’attuale inceneritore, ovvero di ammodernamento, che prevede il rifacimento di un forno e l’aggiunta di un impianto di trattamento liquidi organici a valle di quello esistente.
La novità ha suscitato molte reazioni sia tra i politici che da anni si battono per la chiusura dell’inceneritore scarlinese sia tra le associazioni ambientaliste contrarie all’impianto.
«I cittadini e le amministrazioni di Follonica e Scarlino che pensavano di aver allontanato definitivamente lo spettro di un grande impianto di incenerimento oggi hanno avuto un brusco risveglio», dice Mario Monciatti, presidente del Comitato per il No all’inceneritore di Scarlino. «I cittadini e gli amministratori della piana devono nuovamente prendere atto che c’è chi continua a vedere la loro terra, già segnata da cinquant’anni di intensa attività chimica, martoriata da un grave inquinamento di superficie, delle falde e del mare – continua Monciatti – e da una situazione sanitaria che desta più di una preoccupazione, come luogo perfetto per lo smaltimento dei rifiuti». Per il Comitato per il No la Piana di Scarlino «viene chiaramente ancora intesa come un territorio compromesso e i suoi abitanti sacrificabili, al servizio “altrui”» così da «liberare dagli inceneritori territori più ricchi di finanza e voti». Il Comitato sottolinea poi come siano state dimenticate le bonifiche obbligatorie e mai realizzate, «e della salute della popolazione, mai compiutamente studiata e monitorata, in più sentenze definita “preoccupante” e sulla quale non è mai stato attendibilmente valutato l’impatto dell’eventuale attività di incenerimento».
Per Monciatti invece di puntare al riammodernamento di un impianto definito «insalubre» sarebbe necessario «cercare di ridurre le profonde ferite ambientali del territorio, curare la popolazione, studiarne la condizione sanitaria e preservarne la salute futura». E in riferimento al “no” pronunciato sia dalla sindaca di Scarlino Francesca Travison e dai candidati sindaco Andrea Benini e Massimo Di Giacinto, Monciati dice: «Una preziosa unitarietà d’intenti che va ben al di là degli schieramenti partitici, che parla di osservanza della legge, amore e rispetto per la propria terra».
Anche Di Giacinto ha voluto esprimere il suo dissenso alle richieste fatte da Scarlino Energia: «Con questa richiesta si tenta di aggirare la sentenza del Consiglio di Stato del 21 gennaio 2019 con la quale sembrava definitivamente chiusa la questione – dice il candidato del centrodestra – Di più: oltre all’incenerimento dei rifiuti si chiede, oggi, anche la possibilità di costruire un impianto di trattamento rifiuti liquidi con alto carico organico. È evidente, come riconosciuto anche dalla stessa Regione Toscana, che il progetto ricade nel territorio del Comune di Scarlino e interessa a livello di impatti anche il Comune di Follonica».
Di Giacinto si chiede come sia possibile non tenere conto di quanto scritto dal Consiglio di Stato: «Sono convinto che, dal punto di vista sanitario, sia indispensabile fare subito la fotografia dell’attuale situazione per evitare aggravamenti. Da sempre – conclude – ho espresso la decisa contrarietà a questo impianto perché dannoso all’idea di sviluppo che ho, ribadendo che la piana di Scarlino non deve in nessun modo diventare il sito di smaltimento rifiuti di mezza Italia». —
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