Il Tirreno

Grosseto

l’annosa vicenda 

Squartapaglia, dopo 15 anni i lavori non sono ancora finiti

Enrico Pizzi

Il cantiere per l’urbanizzazione della strada di Casal Roberto è rimasto in standby nonostante la gara e l’appalto. E adesso la Corte dei Conti vuole vederci chiaro

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Sono passati quasi 15 anni da quando il consiglio comunale ha approvato – era il 25 gennaio del 2005 – una variante al piano regolatore per una zona nel territorio rurale, in località Squartapaglia, dove ci sono alcune abitazioni che all’epoca, però, non erano servite da un sistema di fognature adeguato. Dopo 15 anni i lavori di urbanizzazione primaria della strada di Casal Roberto e delle strade di penetrazione verso le abitazioni, non sono stati completati e, adesso, anche la Corte dei Conti ha chiesto, al Comune, spiegazioni.

Quella variante avrebbe aperto la strada a un miglioramento delle condizioni di una strada vicinale, quella di Casal Roberto, oggi per una prima parte comunale, che si immette sulla strada delle Strillaie. La variante, oltre a prevedere le regole per l’edificazione nei singoli lotti privati, imponeva agli stessi privati di partecipare alla realizzazione delle opere infrastrutturali e chiedeva, per questo, la sottoscrizione di una convenzione ad hoc con l’amministrazione comunale. Si trattava di realizzare soprattutto la viabilità di penetrazione, i parcheggi, l’impianto di smaltimento dei reflui, garantendo l’allaccio e la conseguente raccolta degli scarichi di ogni singola utenza presente nell’area, e l’impianto di pubblica illuminazione.

Si sono attraversate tre diverse amministrazioni, dagli sgoccioli del secondo mandato di Alessandro Antichi, passando per l’intero decennio di Emilio Bonifazi, per finire negli attuali tre anni e mezzo di Antonfrancesco Vivarelli Colonna, ma i lavori, che riguardano poche centinaia di metri di strade, non sono ancora terminati. Dal 2005 ci sono voluti dieci anni prima di arrivare a una gara e a un appalto dei lavori: il Comune aveva stanziato 900mila euro nel piano delle opere pubbliche del 2010, i lavori sono stati messi in gara e appaltati per circa 670mila euro tra il 2014 e il 2015, ma attualmente sono interrotti. Il Comune, nell’aprile del 2018, con delibera di giunta, di fronte all’interruzione dei lavori da parte della ditta, ha rescisso il contratto di appalto e sta cercando di riscuotere la fideiussone per poter procedere al completamento delle opere. La ditta appaltatrice, infatti, tra il 2016 e il 2018 aveva sottoscritto riserve per un totale di oltre 2 milioni e 600mila euro: in pratica chiedeva al Comune più soldi del previsto, portando motivazioni che il responsabile del procedimento ha respinto al mittente. Il Comune, avvertendo la concreta possibilità di un contenzioso, nel gennaio 2018 aveva già nominato un avvocato del foro di Roma, Alessandro Botto, esperto del settore, perché affiancasse il responsabile del procedimento.

Della vicenda si sta interessando, da ultima, anche la Corte dei Conti che ha chiesto spiegazioni su quello che è un intervento pubblico in strade private. L’intervento, però, stando agli atti, è stato possibile perché i privati hanno ceduto, a titolo gratuito, i terreni necessari e sono obbligati a pagare il 30% in più gli oneri di urbanizzazione. I tempi rischiano di slittare ulteriormente, anche perché incassare la fideiussone sembra essere tutt’altro che facile, e il Comune, a agosto dello scorso anno, è stato costretto a promuovere un’azione monitoria per ottenere per via giudiziale un titolo esecutivo. –

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