Attenzione
La vera scelta oggi è tra la nonviolenza e la non esistenza
Angeletti presidente del centro Rosa Parks dopo l’uccisione del generale Soleimani
L’INTERVENTO
Claudia Angeletti
L’uccisione del generale Soleimani ordinata dal presidente degli Usa Donald Trump si è configurata come un vero e proprio atto di guerra contro l’Iran, che ha rischiato di innescare una spirale di violenza incontrollabile, com’è stato già evidente prima dalle reazioni verbali dell’establishment politico - religioso di quelle popolazioni, poi dal lancio di missili sulle basi americane.
Nel mondo globalizzato non possiamo pensare che la guerra sia qualcosa che avviene laggiù lontano dalle nostre comode case sicure: un’eventuale escalation che infiammi tutto il vicino oriente di mezzo e il Maghreb, dove vediamo altre potenze mondiali (Russia, Turchia) intervenire con gran dispiegamento di forze, potrebbe finire per coinvolgerci. Per ora i leader politici in Europa si muovono con la diplomazia, cercando di sostenere le ragioni della pace, ma per quanto resisteranno agli attacchi di chi li accusa di non saper essere all’altezza della situazione? Non pochi esponenti politici e opinionisti infatti sono convinti della necessità che l’Italia debba guadagnarsi una posizione di grande rilievo attraverso le proprie forze armate e purtroppo sappiamo che spesso, in situazioni analoghe, una parte della nostra popolazione si è fatta convincere da queste idee bellicose.
Di fronte a questo scenario, la nostra associazione, che prende nome e si ispira a Rosa Parks, eroina della lotta nonviolenta del popolo africanoamericano negli anni Sessanta del secolo scorso, ribadisce la ferma convinzione che «oggi la scelta non è più tra violenza e nonviolenza, ma tra la nonviolenza o la non esistenza».
In queste parole di Martin Luther King viene espresso il grande rischio costituito per l’umanità intera da una guerra condotta con le armi distruttive oggi a disposizione di tante, troppe nazioni. Sappiamo (anche se sembriamo averlo dimenticato) che il potenziale degli armamenti nucleari presente sopra e sotto il nostro pianeta ci ha fatto entrare nell’epoca della “reciproca distruzione assicurata”. A questo timore non irragionevole vogliamo opporre la prospettiva di un mondo di pace, in cui intere popolazioni possano uscire dal loro silenzio e dall’inazione, impegnandosi con ogni mezzo lecito a favore della pace mondiale e locale, rifiutandosi in primo luogo di usare, comprare, vendere, costruire armi.
È una speranza all’apparenza utopistica, che fonda però la propria forza nella possibilità del cambiamento di mentalità e nella promessa di Dio del suo regno di pace, qui in terra. Come afferma il profeta Michea (4, 3), «dalle loro spade (gli uomini) fabbricheranno vòmeri, dalle loro lance, ròncole; una nazione non alzerà più la spada contro l’altra e non impareranno più la guerra”.
Accogliamo quindi con grande disponibilità tutte le proposte di incontro, dialogo, manifestazioni finalizzate a diffondere pensieri e parole di pace nel nostro Paese, in accordo anche con la Costituzione che all’art. 11 «ripudia la guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali». —
*Presidente Rosa Parks
Centro culturale
protestante di Grosseto
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