Sicurezza
Revisione del processo? «Aspettiamo Strasburgo»
Francesco Schettino sta scontando la pena nel carcere di Rebibbia Ha fatto ricorso alla Corte europea per i diritti dell’uomo
isola del giglio. «Busso in carcere per costituirmi, perché credo nella giustizia». L’epilogo della sentenza della Corte di Cassazione, emessa il 12 maggio del 2017 si consumò di fronte a Rebibbia. Il comandante Francesco Schettino, da allora, è rinchiuso in carcere, in attesa di un altro pronunciamento: quello della Corte europea dei diritti dell’uomo.
Il comandante della Costa Concordia è stato condannato a 16 anni per il naufragio avvenuto al Giglio il 13 gennaio 2012, nel quale rimasero uccise 32 persone.
Nel marzo del 2018, è stato presentato il ricorso a Srtrasburgo che si chiama “Schettino contro Italia”e che ha superato il primo filtro presso la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo. «Poi, dopo il pronunciamento della corte europea - spiega uno degli avvocati del comandante, Donato Laino - a seconda dell’esito potremo chiedere la revisione del processo».
Il ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo è stato depositato dagli avvocati Saverio Senese e Pasquale De Sena. Presto il ricorso verrà portato all’esame della Corte europea e nel caso in cui i giudici lo accetteranno il governo italiano sarà chiamato in causa come controparte dell’ex comandante Schettino. Nel lungo ricorso presentato dai difensori di Schettino, i legali denunciano una serie di violazioni fondamentali che nel corso dei dibattimenti di primo e secondo grado, prima davanti al Tribunale di Grosseto e poi in Corte di appello a Firenze, sarebbero state compiute a danno dell’imputato. Secondo il ricorso, i giudici sarebbero stati anche “prevenuti” nei confronti di Schettino. La Cedu ha assegnato al ricorso il numero di protocollo 5107.
Schettino, che sta scontando la pena in carcere a Roma, aspetta l’esito del ricorso. «Sta bene in salute - conferma il suo avvocato - ma ovviamente vive la condizione di chi sta espiando una colpa». Detenuto modello, il comandante legge molto e scrive. «La Corte di Strasburgo è intasata di ricorsi - dice l’avvocato - e stiamo aspettando con ansia il pronunciamento. È chiaro, laddove emergesse qualcosa, sarà nostro interesse chiedere la revisione del processo». —
Francesca Gori
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