Italia
L’avvocato Claudio Boccini «Ha retto solo chi era solido»
Secondo il presidente della Camera civile, la diminuzione nei numeri trova spiegazioni in fattori di natura differente
grosseto. «Chi era solido ha retto. Le altre aziende, quelle per lo più basate sul credito bancario, sono state spazzate via dalla crisi generale».
Così l’avvocato Claudio Boccini, presidente della Camera civile, legge i dati dei fallimenti e la situazione economica locali. «Qui non c’è mai stato, storicamente, un grande sviluppo imprenditoriale. Dalla crisi nata ai tempi del governo Monti, un gran numero di ditte nel settore edile sono fallite. Purtroppo non c’è stata ripartenza. E se i numeri dei fallimenti sono limitati è anche perché è limitato il tessuto imprenditoriale». Boccini ricorda che le riforme hanno alzato fino a 30mila euro la soglia del debito per il quale può essere chiesto il fallimento: «Prima si poteva fare anche per mille euro. Anche questo tetto ha portato alla riduzione dei fallimenti». E comunque, aggiunge Boccini, «non c’è più interesse a far dichiarare un fallimento», dal momento che ad esempio gli istituti bancari interrompono le erogazioni del credito perché in precedenza si sono muniti di consistenti garanzie personali, a carico degli imprenditori e magari anche dei loro familiari, con le quali recuperano il debito non coperto. Il ricorso frequente ai concordati e ai piani debitori, in alternativa ai fallimenti, ha poi evitato che si giungesse a soluzioni estreme; e così avviene anche adesso.
Il dato dei 10 concordati preventivi iscritti nel 2019 le suggerisce qualche riflessione? Pochi? Tanti? «I concordati sono diventati molto costosi, per i debitori. Costosi perché entrano in gioco delle figure, nominate dal Tribunale, che devono essere remunerate: mi riferisco all’asseveratore, colui che deve attestare la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità del piano di risanamento». –
P. S.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
