Sicurezza
Grosseto-Siena, a primavera parte il lotto 4
L’intervento tra Civitella e Lampugnano è fermo da mesi per un ricorso legato alle procedure di appalto: assegnati i lavori
GROSSETO. Saranno aperti a primavera i cantieri del lotto 4 della Grosseto – Siena, quello tra Civitella Marittima e Lampugnano, fermo da mesi per un ricorso legato alle procedure di appalto. Nelle settimane scorse i lavori sono stati assegnati al raggruppamento temporaneo di imprese Itinere Spa, la seconda classificata, a seguito del fallimento della Carena spa (impresa di costruzioni insieme a Ilesp srl) che aveva vinto l’appalto.
Al momento sono in corso le procedure di verifica e di perfezionamento dell’aggiudicazione previste per legge, che come spiegano dall’Anas, richiedono tempi tecnici anche piuttosto lunghi. È stato quindi scongiurato il rischio dello stop “a tempo indeterminato”, che si era affacciato sul già tempestoso panorama dei lavori di raddoppio della E78.
La stessa Itinere spa, infatti, aveva presentato ricorso al Tar contro l’assegnazione dei lavori, nel 2018, a Carena spa in quanto sottoposta a procedura di “concordato con continuità aziendale”. Ricorso bocciato dal Tar, ma accolto dal Consiglio di Stato e arrivato alla Corte costituzionale per una questione di legittimità sulla legge fallimentare. A questo punto, non appena gli adempimenti di legge saranno terminati, spiega l’Anas, le ruspe entreranno in azione, poiché sono già state eseguite le attività preliminari, ovvero la bonifica da ordigni bellici e per i siti archeologici, che non sono legate all’assegnazione del cantiere ma sono necessarie per l’avvio dei lavori.
Insomma ci sarebbe di che essere contenti, se non fosse che il fallimento della prima classificata, la storica azienda genovese fondata nel 1866 da Giuseppe Carena, che ha costruito l’ospedale pediatrico Gaslini, la metropolitana di Genova, lo stadio Luigi Ferraris, ha comportato la perdita del lavoro per 50 persone, senza considerare l’indotto.
Il lotto tra Civitella Marittima e Lampugnano è lungo poco meno di 3 chilometri e il suo raddoppio prevede un investimento complessivo di 106 milioni di euro, per la realizzazione di cinque nuovi viadotti e una galleria, oltre all’adeguamento di alcune opere esistenti.
Non ci sono, invece novità sulla galleria di Casal di Pari, chiusa dall’estate del 2015. La progettazione esecutiva è conclusa e si prevede che i lavori vadano a gara nel primo semestre del 2020, con conseguente affidamento e avvio dei cantieri nel 2021. Tuttavia l’apertura al traffico non è prevista prima del 2022, poiché mettere in sicurezza e adeguare il vecchio tunnel, inaugurato nei primi anni Settanta, significa realizzare le opere di consolidamento e ricostruzione, gli impianti antincendio, le vie di fuga, l’illuminazione.
Situazione invariata anche per l’altro lotto ancora a due corsie, il 9 tra il viadotto delle Potatine e Orgia, in provincia di Siena, che non andrà a gara prima del 2020. L’investimento in questo caso è di 162 milioni, per un raddoppio di circa 12 chilometri, con la realizzazione di tre svincoli a livelli sfalsati, quattro nuovi viadotti sul fiume Merse e sul fosso Ornate. —
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