Gioco
È bufera sulla variante urbanistica Scatta la petizione: già 100 le firme
Il consiglio ha adottato un atto che prevede aumenti e trasferimenti di volumetria anche sostanziosi per immobili agricoli
A Capalbio arriva la “variante delle polemiche”, che consente aumenti di volumetrie (anche il doppio) per gli immobili agricoli. E il territorio che della propria identità paesaggistica ha fatto nel tempo un punto di forza è in subbuglio. Nella piccola Atene è partita in questi giorni una petizione di cittadini rivolta a sindaco, assessori, consiglieri per chiedere chiarimenti sull’eventuale impatto del nuovo atto urbanistico sul territorio e sul paesaggio capalbiese. In pochi giorni sono quasi 100 i firmatari che su Change.org chiedono all’amministrazione Bianciardi un incontro e di «fornire spiegazioni circa l’impatto stimato che l’insieme delle norme contenute nel nuovo piano urbanistico potrebbero avere sul territorio».
L’atto
Circa un mese e mezzo fa il consiglio comunale di Capalbio adotta una “variante semplificata” agli strumenti urbanistici (piano strutturale e regolamento urbanistico): la delibera è la numero 57 del 26 novembre. La variante è redatta dall’avvocato Enrico Amante e “passa” grazie al voto della maggioranza con l’assenza dell’opposizione. Non si presenta il gruppo Vivere Capalbio (capogruppo Marco Donati) che manda un “contributo” critico in cui rileva problemi di metodo e merito. L’altro gruppo (con Valerio Lanzillo) esce dall’aula depositando una nota in cui spiega di non essere stato messo in condizione di conoscere cosa si va ad adottare. La delibera viene pubblicata sul Burt l’11 dicembre. Da lì scattano 30 giorni di tempo per presentare le osservazioni. Il tempo sarebbe scaduto ieri (10 dicembre), se non fosse che alla vigilia il Comune ha deciso di prorogare di un mese i termini per presentare le osservazioni, che a questo punto scadono il 10 febbraio. Ma che cosa dice la variante? E che cosa contestano i cittadini?
La petizione
«Caro Sindaco, cari assessori, cari consiglieri»: i promotori ritengono opportuno condividere con l’amministrazione «le perplessità riguardanti la valutazione urbanistica dell’impatto delle nuove norme». La petizione tocca due punti cardine della variante adottata.
Incentivi “eco”
«Il primo punto riguarda gli incentivi per il risparmio energetico e l’edilizia sostenibile: è coscienza diffusa incentivare la bioedilizia – dicono i promotori - l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili e favorire interventi che riducono l’inquinamento delle acque. La Regione Toscana già segue questa filosofia prevedendo precisi incentivi fiscali mediante sconti sugli oneri di urbanizzazione, sui costi di costruzione e premi volumetrici. La proposta (la variante, ndr) sembra però potere consentire un sostanzioso aumento della superficie impermeabilizzata del territorio rurale che raggiunge percentuali significative». Le tabelle sotto danno qualche esempio: in base ai nuovi “premi” la volumetria iniziale di 100 mq può diventare 220. E quella di 200, anche 400 mq.
Trasferimenti
Il secondo punto contestato riguarda i “trasferimenti di volumetrie” (sempre per aziende agricole): con l’articolo 63 della variante semplificata «si consentono trasferimenti di volumetrie fino a 2000 mc (circa 670 mq) che potranno dare nuovo impeto all’attività agricola e di agriturismo, ma non cogliamo appieno la necessità - incalza la petizione - di estendere gli incentivi in modo così generoso senza una preventiva analisi svolta da esperti urbanisti». Altri esempi nella tabella: se ho una superficie coperta di 100 mq (esempio: piccolo agriturismo), posso “trasferirvi” la volumetria di un fienile che ho altrove (fino a un massimo di 670 mq di fienile) e così raggiungere 770 mq di “nuovo” agriturismo, che a questo punto diventa 7 volte di più. Ora, «il rischio concreto è che l’uso diffuso di tali strumenti crei cospicui trasferimenti e accorpamenti a svantaggio della congruità del paesaggio rurale, vero asset qualificativo del territorio». Le perplessità stanno nel “combinato disposto” delle due norme, incentivi e trasferimenti di volumetrie che insieme «potrebbero creare un eccessivo impatto sul territorio e sul paesaggio che, dall’ager cosanus alla riforma fondiaria, è stato modellato dalla mano dell’uomo ma finora conservava un corretto equilibrio tra insediamenti e territorio aperto». —
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