Il Tirreno

Grosseto

gli spari nella notte a dicembre 

«Non sono stato io a sparare» Hudorovic respinge le accuse

Pierluigi Sposato
«Non sono stato io a sparare» Hudorovic respinge le accuse

Detenzione e porto d’arma abusivi le ipotesi formulate nei suoi confronti Contro il commerciante le testimonianze e le immagini della videosorveglianza

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«Io non c’entro, non sono stato io a sparare». Così ha detto Robj Hudorovic, 39 anni, commerciante grossetano, al giudice delle indagini preliminari Sergio Compagnucci che ieri mattina lo ha interrogato dopo l’arresto avvenuto l’altro giorno in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare.

«Il mio cliente ha risposto - dice il suo difensore, l’avvocato Sergio Frediani - e ha detto che lui non ha nulla a che vedere con questa storia». In sostanza, Hudorovic ha spiegato di essere uscito da un locale e di essere andato via, senza minacciare nessuno e a maggior ragione senza sparare.

Era la notte tra il 13 e il 14 dicembre scorsi. Contro di lui gli elementi raccolti dal Norm dei carabinieri: anche quelli risalenti a tre mesi prima. Andiamo per ordine. Secondo l’Arma, tutto era iniziato di fronte al locale “Jab” di piazza dal Sale. Hudorovic, dopo un diverbio con la sua ragazza, avrebbe dato in escandescenze nei confronti del personale di sicurezza, che lo avrebbero invitato a cessare la sue intemperanze vista anche l’ora (erano più o meno le 2.30) ma il commerciante – insieme a due persone non ancora identificate - avrebbe aggredito il buttafuori colpendolo alla testa ripetutamente con pugni. Poi avrebbe aggredito e minacciato verbalmente altre due persone, una delle quali il rsponsabile del servizio di sicurezza, offendendolo e dicendogli che sapeva dove abitava. Si sarebbe allontanato ma sarebbe poi tornato, in piazza Esperanto, incontrando di nuovo i tre uomini affrontati precedentemente, li avrebbe di nuovo minacciati e a quel punto avrebbe sparato con una pistola illegalmente detenuta: un colpo in aria dopo aver puntato la pistola ai tre, continuando a minacciare. Pochi minuti dopo, il colpo sparato contro il portone dell’abitazione del responsabile della sicurezza.

I militari avevano identificato Hudorovic grazie alle testimonianze ed erano andati a casa sua intorno alle 5.30: la pistola non era stata trovata. Sequestrati invece i due bossoli, entrambi calibro 45: quello di piazza Esperanto e quello sparato contro il portone. I militari li hanno confrontati, rilevando lo stesso calibro e la stessa marca. Contro Hudorovic anche le immagini delle telecamere di sorveglianza urbana: in orari ritenuti compatibili dagli investigatori, l’auto del commerciante era nei pressi dell’abitazione del responsabile della sicurezza. Le individuazioni fotografiche hanno fatto il resto.

Non c’era flagranza ma gli indizi raccolti avevano indotto carabinieri e sostituto procuratore Salvatore Ferraro a chiedere un’ordinanza di custodia, disposta dal gip Giovanni Muscogiuri. Anche perché l’8 settembre Hudorovic era stato oggetto di inseguimento a Follonica, di notte: aveva un divieto di ritorno della durata di tre anni, i militari della Compagnia lo avevano riconosciuto e gli avevano imposto l’alt. Ma lui non si era fermato e si era dato alla fuga: secondo l’Arma ci sarebbero state manovre spericolate per seminare la pattuglia, poi la fuga a piedi dopo aver abbandonato l’auto. Il giorno successivo, Hudorovic si era presentato ai carabinieri di Grosseto per denunciare il furto dell’auto: ma i militari di Follonica lo avevano riconosciuto inequivocabilmente.

L’udienza di ieri è durata pochi minuti, il tempo di verbalizzare le dichiarazioni di Hudorovic. A lui la Procura contesta la detenzione e il porto d’arma abusivi in luogo pubblico nonché le minacce aggravate. L’ordinanza è stata emessa sui presupposti del pericolo di fuga e della reiterazione del reato, il commerciante si era allontanato rendendosi irreperibile e solo il 7 gennaio era tornato, i carabinieri spiegano che lo hanno rintracciato nei pressi del suo negozio: «Hudorovic era semplicemente fuori Grosseto - dice a questo proposito l’avvocato Frediani - Appena saputo che lo stavano cercando è andato spontaneamente dai carabinieri. Non ci sono a mio parere le esigenze di una misura restrittiva». Il legale aggiunge che ha chiesto la revoca o comunque l’alleggerimento della misura proprio in virtù di queste considerazioni e anche perché tra i precedenti di Robj Hudorovic non ci sono mai stati problemi con le armi. —

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