Italia
La benna s’impunta e il trattore si ribalta Muore a 69 anni ex autista della Rama
L’uomo stava lavorando nel suo terreno al Corano, frazione a pochi chilometri da Pitigliano. Lascia moglie e figlio
Ha sentito un rumore di lamiere, quelle del trattore che si stava ribaltando e si è affacciato subito nel terreno dove aveva visto che il suo vicino stava lavorando da qualche ora.
A dare l’allarme, ieri nel primo pomeriggio, è stato il confinante del campo dove è morto Delfo Fabrizzi, 69 anni. L’uomo aveva lavorato come autista della Rama fino alla pensione, poi si era dedicato a tempo pieno alla sua famiglia, alla moglie Eliana e al figlio Marco, oltre che alla sua passione, quell’appezzamento di terreno sul ripiano che si trova prima della Madonna delle Grazie, da cui si domina tutto il paese del tufo.
Delfo, ieri, era andato a lavorare il terreno: aveva attaccato una benna al retro del trattore, probabilmente per creare un solco quando il braccio si è impuntato per terra, bloccandosi all’improvviso e il trattore, sul quale l’uomo era seduto, si sarebbe impennato, facendolo precipitare per terra. È rimasto schiacciato tra il trattore appunto e la benna che aveva artigianalmente attaccato sul retro. Le ferite riportate sono state gravissime. Il confinante, che ha sentito quel rumore spaventoso, ha chiamato immediatamente i soccorsi: nonostante i tentativi di rianimazione, per Fabrizzi non c’è stato più nulla da fare.
La salma del sessantanovenne è stata portata all’obitorio dell’ospedale di Pitigliano, dove è a disposizione della Procura. Insieme ai sanitari del 118 sono intervenuti anche i vigili del fuoco, che hanno tirato su il trattore e aiutato i soccorritori a estrarre il corpo dell’uomo e i carabinieri della stazione di Pitigliano che sono stati subito avvertiti di quanto successo in quel terreno a pochi chilometri di distanza dalla caserma e i tecnici della prevenzione e sicurezza sui posti di lavoro dell’Asl.
Una tragedia che ha segnato, ieri, il paese del tufo. Delfo Fabrizzi era conosciutissimo e amatissimo: aveva accompagnato, durante i suoi anni di lavoro, intere generazioni di studenti avanti e indietro da Pitigliano con l’autobus. «Copriva tutte le tratte - ricorda un amico - Noi studenti quando lo trovavamo sull’autobus eravamo felicissimi: era una persona allegra che amava il suo lavoro e che sapeva cosa fare per farsi apprezzare. Ci riusciva con tutti». Era andato in pensione da più di 10 anni ma spesso, ma il suo ricordo era rimasto indelebile nelle persone che lo avevano conosciuto quando faceva l’autista, in tempi nei quali indossare quella divisa era motivo di vanto e attaccamento all’azienda. Alberto Allegrini è stato a lungo collega dell’uomo. «Aveva un garbo e un’attenzione di altri tempi - racconta - Una cura per i mezzi che conduceva che oggi si fa fatica a trovare. L’autista dell’autobus, quando lavorava Delfo, era un punto di riferimento per intere comunità: faceva spesso la tratta per Roma ed era in contatto con tante persone che lo hanno portato nel suo cuore».
Fabrizzi era un autista attento, che ha dato moltissimo alla Rama, prima di andare in pensione. «E poi aveva quella grande passione per la terra, che gli avevano probabilmente tramandato i genitori - ricorda ancora il collega - Era fiero dei prodotti che crescevano nel suo appezzamento: ogni tanto ci portava qualcosa da assaggiare, qualche volta vendeva qualcosa che aveva tirato su con le sue mani. Ne era davvero entusiasta». Parlava volentieri con i suoi colleghi, della passione che aveva: «Ci raccontava con orgoglio del lavoro che svolgeva nel suo terreno - aggiunge Allegrini - Un lavoro duro ma che gli dava una grandissima soddisfazione. Ieri, quando abbiamo saputo di questa tragedia siamo rimasti malissimo: Delfo era una gran bella persona e aveva ancora moltissimo da dare a chi lo conosceva».
Tanti colleghi dell’uomo ieri hanno voluto stringersi attorno alla famiglia di Fabrizzi, alla moglie e al figlio.
A Pitigliano la notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno: l’uomo viveva con la famiglia in centro e da quando era andato in pensione aveva deciso, insieme al fratello, di dedicarsi a quel terreno. «Mi sembra di vederlo ancora mentre sistemava e controllava l’autobus prima di partire - dice ancora il collega di Fabrizzi - Era preciso e meticoloso, doti che oggi facciamo fatica a trovare in tanti lavoratori».—
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