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Grosseto

massa marittima 

«Fu diffamazione dell’ex sindaca» Le motivazioni della condanna

P.S.

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massa marittima. «Deve rilevarsi che l’articolo ha un contenuto oggettivamente diffamatorio dell’onore e della reputazione della parte civile Lidia Bai e degli altri soggetti indicati, vale a dire Umberto Marrami e Alessandro Giuliani, i quali fin dal titolo vengono definiti come “loschi figuri”, espressione che già di per sé ha natura dispregiativa e caratterizza in senso negativo le persone per indicare le quali la stessa viene utilizzata».

È un passaggio delle motivazioni adesso depositate dal giudice Andrea Stramenga della condanna a 6 mesi e al risarcimento della parte civile (la sola ex sindaca) con 4.500 euro più 3.000 euro di spese nei confronti di Gabriele Galeotti, imputato di diffamazione per quanto pubblicato sul sito www.massacomune.it, nel gennaio 2017. Adesso l’imputato, assistito dall’avvocato Federica Occhioni, potrà presentare appello. La sentenza risale all’ottobre scorso.

Individuato l’autore come Galeotti (intestatario della fattura emessa ai fini della registrazione di quel sito - e comunque Galeotti non ha mai disconosciuto la paternità del post), il giudice individua la valenza diffamatoria dell’espressione «loschi figuri» anche in considerazione dell’illustrazione che compare subito dopo, cioè tre porcellini a bordo di una macchinina. L’utilizzo del verbo «ordire» secondo il giudice è «idoneo a suscitare in chi legge il sospetto di chissà quale macchinazione e-o trama disonesta», che i tre avrebbero intessuto «alle spalle della cittadinanza» in vista delle elezioni amministrative. Bai era stata sindaca dal 2004 al 2014 e all’epoca era sovrintendente del Parco minerario. Secondo il giudice, il seguente invito a stare alla larga dai tre e ad avvertire i carabinieri «è volto a porre ulteriormente in cattiva luce la Bai e le altre due persone menzionate, le cui figure vengono in tal modo subdolamente associate a quelle di criminali da ricercare da parte delle forze dell’ordine».

Il «sapiente mix di frasi allusive e insinuazioni» conferisce al testo un tono «oggettivamente lesivo». Non c’è la scriminante della critica politica. E a nulla vale che Marrami e Giuliani non abbiano sporto querela. —

P.S.



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