Finanza
Si decide sul rinvio a giudizio del piromane: il Comune si costituisce parte civile
L’udienza preliminare è fissata per il 20 gennaio. L’autista accusato dei roghi ha scelto di farsi processare
GROSSETO. Maurizio Vicolini, 61 anni, il 20 gennaio sarà davanti al giudice Giovanni Muscogiuri, all’udienza preliminare fissata per decidere il rinvio giudizio richiesto dal sostituto procuratore Salvatore Ferraro. L’uomo è accusato di aver appiccato cinquanta incendi, scoppiati tutti tra il 7 luglio del 2016 e l’8 agosto 2017: dovrà rispondere del reato di incendio boschivo, reato punito dall’articolo 423 bis del codice penale. Difeso dall’avvocato Aldo Peronaci, l’uomo ha negato fin da subito di essere lui il piromane che per due anni ha tenuto la Maremma sotto scacco, tra Grosseto e Castiglione della Pescaia. Ora che è stata fissata l’udienza preliminare, il Comune ha deciso di costituirsi parte civile.
«Costituirci, come amministrazione comunale, parte civile nel processo contro il presunto autore degli incendi del 2017 – dicono il sindaco Antofrancesco Vivarelli Colonna e il vice sindaco e assessore agli Affari generali, Luca Agresti – ci è sembrato un atto doveroso e dovuto a tutela del bene pubblico e dei cittadini. Gli incendi hanno infatti causato un danno al patrimonio naturale e paesaggistico che è di tutti. Oltre al danno arrecato all’ambiente, non dimentichiamo poi che l’impegno incessante per lo spegnimento dei fuochi e per la salvaguardia di persone e cose è costato non poche risorse alle casse pubbliche. Risorse che cercheremo di riavere indietro per poterle impiegare in altri servizi a favore dei cittadini e del territorio».
Il primo episodio contestato risale al 7 luglio 2016, quando un rogo distrusse mille metri quadrati di macchia mediterranea e sterpaglie sulla Panoramica a Castiglione della Pescaia. Le fiamme quel giorno si avvicinarono paurosamente alle case che si affacciano sulla strada. Erano le 14,30, sulla strada Panoramica sud, quella per chi arriva dalla provinciale del Padule, la Castiglionese, quando si levarono al cielo delle lingue di fuoco. Un fumo così denso che si vedeva benissimo anche dalla campagna. E il punto esatto da dove partirono le fiamme era già stato preso di mira diverse volte: il fuoco, spinto dal vento di maestrale, si propagò quel giorno, in pochi minuti, verso la collina di poggio d’Oro, lambendo le case di Santa Maria che sono a ridosso dell’inizio della salita. Secondo gli investigatori, il sessantenne che lavora come camionista, aveva lanciato dal suo furgone un innesco artigianale che aveva fatto divampare le fiamme. Innesco che era stato sequestrato dai carabinieri, dopo che i vigili del fuoco lo avevano individuato. —
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