Sicurezza
Parco Faunistico in abbandono, in 30 scrivono a Marini
Secondo gli “amici” della riserva punti di osservazione, sentieri e staccionate non sono curati L’assessore Ranucci replica «Ce la stiamo mettendo tutta»
ARCIDOSSO. Parco Faunistico di Arcidosso fra abbandono e prove di riqualificazione. Gli animali che vi erano si sono stanziati attorno all’area e si muovono liberamente nel territorio. Solo i lupi sono in un recinto dedicato. Ma un gruppo di una trentina di persone che si definiscono “amici del parco”, sottolineano lo squallore del luogo e invocando azioni di riqualificazione scrivono al sindaco Jacopo Marini e all’assessore al turismo di Arcidosso delegato anche al Parco, Maurizio Ranucci. Argomento, il parco, appunto.
«Le condizioni attuali di questo piccolo gioiello di montagna – dicono – ci ha comunicato una grande tristezza. Un’atmosfera di diffuso abbandono, quasi di una fine fatale e imminente. Un’aria scolorita di Morte a Venezia che neppure i colori dell’autunno riuscivano a scaldare. Sentieri, staccionate, punti di osservazione come se non appartenessero più a nessuno».
I circa 30 firmatari arrivano da Monteriggioni, Castel nuovo Berardenga, Siena. “Sarà la bellezza a salvare il mondo”, diceva Dostoevskij. «La bellezza, non quella estetica e spesso banale delle veline – scrivono gli amici del Parco – ma quella che, con l’emozione che suscita, dà vita a un sentimento di bontà capace di cambiare i rapporti fra gli uomini. Per questo – dicono – il parco andrebbe difeso e custodito come un laboratorio di grandi e positivi vissuti psichici». E infine aggiungono: «Abbiamo saputo che andranno via anche Danilo e Bruna che con il loro punto di ristoro erano l’espressione di questo ritrovato contatto con ciò che è semplice ma essenziale. Cucina ottima, la loro, d’altri tempi, rapporti di familiarità, amicizia gratuita in mezzo a una natura che ti obbliga ad essere semplice e profondo. E alla fine della giornata ti restava una gran voglia di tornare e di portare il Parco là dove andavi. Sì, perché tornare a trovare Danilo e Bruna era come tornare a casa, dopo un lungo viaggio, una gioia infinita. Peccato, davvero peccato per questo furto di bellezza che ci aiutava a diventare migliori».
Dal canto suo l’amministrazione comunale di Arcidosso, per bocca dell’assessore al Parco e neoresponsabile della struttura riconosce che negli anni scorsi «il Parco ha conosciuto uno stato di abbandono notevole. Ci vuole energia e entusiasmo per la sua riqualificazione – commenta Maurizio Ranucci – e ce la stiamo mettendo tutta. Il percorso è iniziato di recente ed abbiamo affidato i lavori a un’impresa che ha completamente ricostruito la copertura delle scuderie. Il prosieguo dei lavori si sta indirizzando alla ricostruzione delle staccionate e delle recinzioni, perché senza quelle non possiamo rimettere dentro il parco gli animali. Ci sono qui attorno cervi, daini, mufloni che contiamo di reimmettere dentro l’area non appena saranno terminati i lavori di ripristino. Ci sono anche i lupi nel loro recinto. La risorse economiche che abbiamo sono quelle messe a disposizione dall’Unione dei comuni, ma nel prossimo futuro presenteremo progetti in regione e ci aspettiamo dei finanziamenti. Anche per ciò che riguarda il punto ristoro di Danilo e Bruna, il contratto è scaduto con la fine dell’anno. Vedremo se potremo di nuovo negoziare con loro. Vorremmo che chi si occupa del punto ristoro curasse anche la manutenzione ordinaria e accudisse agli animali. Non sappiamo ancora come andrà la cosa, ma stiamo lavorando per riportare il parco alla sua primitiva bellezza». —
Fiora Bonelli
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