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Fisarmomica e scenette, il gruppo con la vecchina fa rivivere la tradizione
san quirico. Befana celebrata ovunque, nei giorni scorsi. E a San Quirico la vecchina ha portato con sé anche un allestimento particolare.
Come anche a Sorano e della vicina Onano, la Befana di San Quirico ha la caratteristica di avere un accompagnamento musicale e una strumentazione molto variegata, costituito, oltre che dalla immancabile fisarmonica, da diversi strumenti a fiato e percussioni. Questo perché per lungo tempo la Befana era organizzata in seno alle locali bande musicali, i cui elementi in occasione dell’Epifania si dividevano in vari gruppi e giravano per le campagne e le case del paese suonando cantando e chiedendo un obolo, era una vera e propria questua dove si raccoglievano salsicce, salami,u ova, vino.
Il gruppo entra nelle case cantando, per primi entrano il “vecchio” e la “vecchia”. Finito il canto, gli strumentisti attaccano subito una “marcetta” o altro motivo allegro e tradizionale, durante il quale il vecchio e la vecchia eseguono una pantomima chiamata “scenetta” dove si esibiscono in un ballo dai contenuti a volte un po’ “osè”.
Finita la scenetta il “cicciaio” con il suo paniere infioccato e battendo a terra il bastone urla “ciccio, ciccio!” al padrone di casa e, ottenuto l’obolo, la Befana si ritira cantando e augurando la buona Pasqua.
L’attuale gruppo dei Befanai di San Quirico, costituito da una dozzina di elementi, è il custode di questa antichissima tradizione e la porta avanti oramai da più di venti anni dopo che il precedente gruppo gli ha ceduto il testimone. —
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