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Grosseto

la polemica POLITICA 

Vivarelli a Firenze? «Fugge dai suoi disastri». «No, è premio ai meriti»

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GROSSETO. «Manca un anno mezzo dalla fine del mandato del sindaco/presidente Antonfrancesco Vivarelli Colonna ed è inevitabile un riepilogo delle cose fatte. La situazione in cui è stata portata Grosseto in questi pochi anni di governo è preoccupante e nella calza della Befana il centro destra locale ha trovato solo carbone».

Fra poco più di un anno a Grosseto si vota e così Giacomo Termine, segretario provinciale del Pd, inaugura il 2020 “di vigilia”. Per Termine il bilancio dell’amministrazione Vivarelli Colonna fin qui «ha tanti segni negativi»; e per questo il sindaco «tenta di fuggire disperatamente in Regione. Non importa se da candidato presidente sconfitto, purché lontano da una città e da una provincia che non ama e non ha mai amato, dimostrando di avere usato una comunità solo per fini personali».

Il segretario del Pd ricorda il 79° posto nella classifica sulla qualità della vita del Sole 24 Ore e in particolare il dato sul 93° posto per criminalità; attacca l’assessore all’urbanistica Fabrizio Rossi, che «difende la costruzione di nuove case in periferia, desertificando ancora di più il centro»; «l’applicazione della Cosap, la tassa sui passi carrabili agricoli, applicata da Vivarelli Colonna dopo decenni di gratuità»; e «le buche in città. Provate a fare una passeggiata in bicicletta, ve ne renderete conto da soli (attenti in via Giordania)». Insomma, dice Termine, Vivarelli Colonna vuole fuggire dalla «incapacità amministrativa dimostrata da lui e dalla sua giunta. A Roma non è riuscito ad andare, ora prova con Firenze».

Immediate le repliche del centrodestra, Lega e Fratelli d’Italia, con due note distinte. Entrambe non mancano di punzecchiare Termine sulla questione del licenziamento dal Comune di Piombino, entrambe rivendicano i «grandi risultati» raggiunti da una giunta che – scrive Fabrizio Rossi – «dall’ambiente, allo sport, urbanistica, spending review e molto altro, da tempo viene portata come esempio di ottima amministrazione». Ed entrambe leggono la possibilità che l’attuale sindaco sia candidato a Firenze in modo opposto a quello del segretario Pd: «La scelta non nasce certamente a Grosseto, ma a Roma – dice Andrea Ulmi, segretario provinciale della Lega – dove, evidentemente, quelle amministrazioni cittadina e provinciale tanto criticate da Termine sono viste come modelli da esportare»; e l’eventuale candidatura «noi la interpreteremo come un premio e non certo come una fuga». «Che piaccia o no al segretario del Pd Termine – chiosa invece Rossi – il nostro sindaco non scappa da nessuna responsabilità. È ben saldo in sella al proprio Comune e non ha nessuna intenzione di fuggire come il Pd vorrebbe far credere». —



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