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«Urla razziste dalla tribuna per il colore della pelle»

«Urla razziste dalla tribuna per il colore della pelle»

L’Urbino Taccola si rivolgerà alla federazione per quanto avvenuto a San Donato Il presidente Taglioli: «Hanno gridato scimmione e babbuino ai nostri giocatori»

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ULIVETO TERME. In casa Urbino Taccola la definiscono una giornata di sport non bella. Si riferiscono alla trasferta di San Donato, campionato di Promozione di calcio; oltre alla sconfitta per 2-0 anche le ferite aperte da alcuni “razzisti della domenica”.

In casa San Donato Acli la questione viene minimizzata, si parla di un caso isolato, di una sola frase peraltro stigmatizzata da chi ha la responsabilità della società, ma quelle parole urlate verso quattro calciatori di colore non sono andate giù al club di Uliveto Terme. Al punto che la società termale, supportata dal Comune di Vicopisano e dall’assessore allo sport vicarese Andrea Taccola, promette battaglia.

«Nelle prossime ore - spiega al telefono Simone Taglioli, presidente dell’Urbino Taccola - invieremo una lettera in Federazione, per spiegare l’accaduto e per farci tutelare, anche per il futuro. Vogliamo che anche le altre società del nostro girone conoscano la situazione da noi vissuta a San Donato, in modo che non accada più». L’Urbino Taccola ha in rosa quattro ragazzi di colore, Sidi Mohamed Coulibaly, Dicko Makhmadane, Bourama Ribery Dembelé e Filippo Laniyonu, quest’ultimo pisanissimo e capitano della squadra termale. «Io ero in tribuna insieme ad altri due dirigenti - continua Taglioli - e posso garantirvi che dai gradoni sono volate offese di tutti i tipi come negro di merda, scimmione, babuino. A offendere i nostri ragazzi, tutti signori di una certa età, compresa tra i 60 e 65 anni». Dopo qualche minuto la situazione fuori dal campo diventa incandescente, con accenni di parapiglia tra tifosi delle due società. «Ciò che mi ha più colpito - prosegue il presidente termale - è stato uno dei loro tifosi, che disgustato dalle offese razziste, ci è venuto incontro scusandosi a nome dei cittadini di San Donato. Spiegandoci che non sarebbe più andato al campo per vedere le partite della sua squadra. L’ho già ringraziato direttamente al campo, ma colgo l’occasione per farlo anche attraverso le colonne del Tirreno».

Né nelle ore successive al caso scoppiato in tribuna a San Donato, né nella giornata di ieri la società maremmana ha rilasciato dichiarazioni ufficiali. Solo una dirigente della società grossetana ha contattato proprio il presidente ulivetese. «Sì - conclude Simone Taglioli - mi ha scritto scusandosi dell’accaduto, giustificandosi perché in campo e impossibilitata a sentire quel che accadeva in tribuna. Mi ha chiesto di non citare la società San Donato come responsabile. Ma noi arriveremo in fondo a questa situazione, lo scorso anno, a Pitigliano, distante pochi chilometri proprio da San Donato, subimmo qualcosa di analogo e questa volta non lasceremo cadere la cosa nel nulla».

«Ero già uscito intorno al 70’ - spiega Filippo Laniyonu, difensore centrale classe 1994 e capitano del club termale - e dal campo non mi ero accorto di nulla. Poi, mentre rientravo negli spogliatoi, oltre alla confusione in tribuna, ho sentito le offese razziste di alcuni calciatori grossetani verso i miei compagni. Sul momento avrei voluto rispondere, ora che sono più calmo, mi viene solo da sorridere. A me, personalmente, in tanti anni di calcio, non mi è mai accaduto di subire offese razziste. Sono cose brutte, che poco hanno a che fare con lo sport. Provo soltanto pena per certi tipi di atteggiamento, che sono fuori dal mondo e dal tempo in cui viviamo». —

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