Gioco
Lunedì 13 vanno all’asta i rami di azienda di Vemar Helmets e Vh Industries
Prezzi base di quasi 600mila euro. Una seconda data fissata per la vendita degli immobili di via Topazio e di via Giordania
In due distinti appuntamenti di vendita giudiziale vanno all’asta i beni di Vh Industries e Vemar Helmets, eredità dello storico marchio della produzione di caschi di protezione. La prossima settimana, il 13 gennaio, sarà la volta dei rami di azienda che fanno riferimento ai due concordati preventivi (per il primo il liquidatore è Roberto Comandi, per il secondo è Francesco Del Mazza) e che sono localizzati in via Topazio; il 21 sarà invece la volta degli immobili, sia quello di via Topazio, sia quelli di via Giordania.
Delle procedure del gruppo si occupa il medesimo commissario, Maria Antonietta Rossi, i concordati preventivi sono due, il numero 22 e il numero 23 del 2014. E rami di azienda e immobili hanno date di vendita diverse.
Per gli immobili, che fanno capo alla sola Vemar Helmets, si tratta del primo tentativo di vendita: il curatore ha in precedenza operato il riscatto dei leasing immobiliari pendenti, con le proprietà che adesso fanno interamente capo proprio a Vemar Helmets. Per i due rami di azienda si tratta invece del secondo tentativo: il primo era avvenuto nell’estate scorsa ma era andato deserto. Rispetto al primo tentativo, il valore è diminuito di poco, poiché le norme del concordato preventivo sono diverse e più restrittive rispetto a quelle dei fallimenti e delle esecuzioni. Comunque i rami di azienda vanno all’asta il 13 per prezzi base di 589mila euro e 570mila euro. Il 21, invece, gli immobili di via Topazio 31 (quelli dove è regolarmente al lavoro la Vm Safety, che ha un contratto di affitto di azienda) saranno messi in vendita a 839mila euro di prezzo base, compresa la corte; quelli di via Giordania (locali per attività produttiva, laboratori, uffici e appartamento per la guardiania – la costruzione è del 2003) a 1.682.300 euro. Pochissime ore per presentare le offerte per le aste del 13, che si svolgeranno rispettivamente negli studi dei notai Bruno Detti e Riccardo Menchetti (c’è tempo fino al 9), mentre per l’asta del 21 la scadenza è il 17 gennaio.
La crisi del mercato motociclistico è, come scrive nella sua perizia del 2018 il ragionier Gianluca Ancarani, alla base della procedura che ha portato all’ammissione al concordato preventivo (2015). Una crisi che viene da lontano, dal 2008, che è generalizzata a livello internazionale e che si è anche verosimilmente accentuata negli ultimi tempi. Scrive Ancarani: «Al fine di arginare la crisi aziendale negli ultimi anni e stata intrapresa una profonda operazione di diversificazione dell’attività, volta a reperire nuovi mercati di sbocco per la produzione del gruppo, sempre nell’ambito dei caschi protettivi. In particolare, la controllante ha rivolto la propria attenzione al settore dei caschi auto e dei caschi per uso militare. Per sostenere l’attività di rilancio del gruppo, la compagine sociale ha altresì operato un’iniezione di capitale proprio, dotando di ulteriori mezzi propri alla fine del 2013 il netto patrimoniale di 150.000 euro. Purtroppo, i risultati raggiunti, seppur incoraggianti, non sono stati sufficienti a scongiurare la crisi, a diminuire il pesante indebitamento raggiunto e conseguentemente a consentire la corretta prosecuzione dell’attività aziendale».
Quello dei caschi per le forze armate è un mercato sul quale ha lavorato la Vm Safety, una newco nata da sette dipendenti di Vemar, insieme a Nicola Simoni e a un altro imprenditore. Il marchio Vemar è stato acquistato nel 2018 da un imprenditore svizzero, Meluccio Piricone.
«Ci sono manifestazioni di interesse per gli immobili», si limita a dire il dottor Del Mazza, curatore, senza poter dire se a queste manifestazioni seguiranno iniziative concrete, anche per quanto riguarda i rami di azienda. C’è solo da aspettare. –
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