Il Tirreno

Grosseto

la morsa della crisi/FOLLONICA 

Dopo sessant’anni chiude l’alimentari

Giulia Sili
Dopo sessant’anni chiude l’alimentari

La storica bottega di via Galilei era un punto di riferimento «Non c’è più spazio per i piccoli negozi come il nostro» 

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Ha chiuso dopo più di sessant’anni di attività il negozio di generi alimentari di via Galileo Galilei a Follonica, gestito da sempre dalla famiglia Cappellini.

Ad aprirlo nel 1958 era stata Giovanna Cappellini quando il quartiere Capannino era ai suoi albori. L’attività negli anni ha sempre avuto clienti – residenti del quartiere che potevano contare sulla presenza del piccolo negozio di angolo – ma ultimamente le vendite erano molto calate, tanto da scegliere di chiudere.

Così il 31 dicembre scorso quella porta di legno con le tende a fili, la stessa che ha attraversato gli anni, è stata chiusa definitivamente. Mario Cappellini, oggi 78enne, aveva 17 anni quando aveva iniziato a lavorare dalla zia Giovanna ed era stato lui a portare avanti l’attività fino al giorno della pensione.

L’attività era quindi passata alla moglie di Mario, Fiorella Manieri, che aveva gestito il piccolo alimentari fino al 2009 quando a prendere in mano l’attività era stata Giuseppina Carresi, nuora di Fiorella e Mario. «Era un’attività di famiglia – dice Mario – per noi chiudere è un grande dispiacere, io ormai ero abituato a passare dal negozio dove continuavo a dare una mano in tante piccole cose. Senza dubbio è un grande vuoto da colmare».

Il piccolo alimentari di via Galilei è solo una delle tante attività che al 31 dicembre hanno scelto di chiudere la partita Iva nella città del Golfo: «I tempi sono cambiati – dice Mario – il commercio è diverso e i piccoli negozi di quartiere come il nostro non hanno trovato più spazio. Abbiamo dovuto chiudere, la situazione non andava più bene: da qualche anno sono calati gli incassi, la gente ha iniziato a comprare sempre meno e così è finita. Il nostro poi era un negozio di quartiere molto isolato, viveva con gli acquisti dei residenti». L’alimentari vendeva in realtà un po’ di tutto: «Avevamo una licenzia vecchia – spiega Mario – Avevamo quindi alimentari, frutta e verdura ma anche prodotti di merceria e detersivi, tante cose che andavano bene fino a qualche anno fa».

«Con i grandi negozi i piccoli sono destinati a chiudere», dice Mario che non vede via d’uscita per i piccoli commercianti.

Soltanto pochi giorni fa il Tirreno aveva parlato della chiusura di un’altra attività storica di Follonica: Sportissimo, il negozio di abbigliamento di via Colombo chiuso, anche lui, lo scorso 31 dicembre. «Troppe tasse – aveva raccontato Serena Iseppi, la titolare trentasettenne – sia statali che comunali e il gioco non vale più la candela. Chiudiamo prima di fare debiti o fallimenti. Le tasse sono troppe e troppo pesanti: la spazzatura va a metri quadri ed è salata, poi c’è la tassa sull’ombra, ovvero sullo spazio che all’esterno occupano le tende da sole, l’Insp, l’Irap e il commercialista per non parlare del Pos che a fine anno ha il suo peso notevole».

Ma Sportissimo e l’alimentari Cappellini sono solo due delle tante attività cessate con l’arrivo del nuovo anno: soltanto tra viale Matteotti e via Manzoni sono tre i negozi chiusi.

E purtroppo non è finita qui: in centro e in Cassarello le storie di attività andate male, purtroppo, si stanno accavallando. —

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