Gioco
Dopo quasi 50 anni Annunziatina chiude la sua bottega ma... «È un arrivederci»
Dal 1971 vende frutta e verdura nel negozio di via Buozzi. Commossa, saluta: «Quanto affetto dai miei clienti»
GROSSETO. Varchi la soglia del negozio e lei non c’è: è sul retro della bottega ma, facendo capolino, arriva subito, come sempre. «Annunziatina, ma come... è vero che chiude?» . Ti guarda negli occhi, poi abbassa lo sguardo e, arrotolando tra le dita un pezzettino di carta, con un filo di voce risponde: «Sì, è vero», e quasi le scendono le lacrime. E come non comprendere la commozione: sono quarantanove anni che quella bottega è molto più della sua seconda casa. Grossetana di Batignano, Annunziata Ruta, per tutti Annunziatina - per la piccola statura ma anche per quel sorriso, dolcissimo e disarmante, con cui candidamente approccia la gente e la vita - vende frutta e verdura nel suo negozio di via Buozzi dal febbraio del 1971. Da una vita intera. Il 31 dicembre ha tirato giù la serranda e in questi giorni sta sgomberando il fondo. A 71 anni, e dopo una vita in cui si è tolta la voglia di lavorare, mettersi a riposo sembrerebbe la cosa più semplice e naturale: e invece per lei è difficile, difficilissimo, staccarsi da quel luogo. Era il febbraio del ’71 quando iniziò l’avventura: «Allora avevo un bimbo di tre mesi». dice, cioè il figlio Claudio, che, adulto, la farà anche nonna, di Simone. Per Annunziatina, allora giovanissima - madre e moglie, si era sposata nel 1966 - quello era il primo lavoro in proprio, ma non il primo impiego. «Mi ero licenziata - racconta - qualche tempo prima, quando aspettavo mio figlio: lavoravo da Paoletti, nel reparto pantaloni», ovvero quella che fu la storica fabbrica di Angiolo Paoletti, il re della biancheria e dei corredi, tra i primissimi a spingere "convintamente" sulla vendita porta-a-porta. Nel febbraio 1971 «questo negozio, che già esisteva da parecchi anni, era chiuso da qualche mese - continua - perché la titolare, un’anziana signora, non stava bene. Mi chiesero se poteva interessarmi. E così ho aperto e ho fatto - sorride - un po’ di fortuna».
La bottega di via Buozzi è notissima a Grosseto per avere sia frutta che verdura di ottima qualità: le mele, per esempio, giungono dalla Val di Non e molti dei prodotti del "banco" arrivano dalle aziende agricole maremmane e amiatine, di Roselle, Marina di Grosseto, Castiglione della Pescaia, Arcidosso. E la merce di alta gamma, si sa, attrae la buona clientela: «L’attività è partita subito bene e, diciamolo - confessa - i miei clienti hanno sempre rappresentato la "crema" di Grosseto», famiglie di commercianti, per esempio, e di professionisti. E le sono sempre rimasti fedeli: «Ho visto crescere i bambini, che poi si sono sposati, e hanno avuto figli», sospira. In negozio, per molti anni, Annunziatina ha fatto tutto da sola: entusiasta e laboriosa, sembra non stancarsi mai. Poi, quando il marito Franco, Franco De Gregori, è andato in pensione dalla sua attività di carrozziere, ha iniziato a darle una mano, soprattutto per le consegne a domicilio. E mentre lei racconta, qualcuno si affaccia alla porta della bottega: «Annunziatina, venga qua, mi dia un bacio», apre le braccia una signora a spasso con il cagnolino. «Non fate così, mi fate piangere» risponde lei, e aggiunge: «La cosa più bella è tutto l’affetto che mi stanno dimostrando i miei clienti e anche i fornitori: non me l’aspettavo, mi fanno commuovere». «Mando un forte abbraccio a tutti quanti - si rivolge a loro - Sono i miei fedelissimi». Poi si mette dritta, china un po’ il capo e chiude: «Ci rivedremo presto, spero che questo sia solo un arrivederci». Chissà cosa ha in serbo Annunziatina, a cui lo status di pensionata, "a riposo", proprio non le si addice.
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