Sicurezza
Castiglione si ferma per l’addio ad Ale Lacrime e dolore al campo di basket
Centnaia di persone hanno accompagnato il feretro del ragazzo, accolto dalle magliette dei campioni dell’Nba
CASTIGLIONE. Centinaia di persone ieri pomeriggio hanno dato l’ultimo saluto ad Alessandro Catastini, il barista trentenne precipitato nella tromba delle scale in un bed and breakfast, e poi spirato all’ospedale Maggiore di Bologna per le gravi ferite alla testa, dopo tre giorni d’agonia.
I funerali sono stati speciali: la bara accompagnata dalla ditta Zazzeri era arrivata sabato pomeriggio all’obitorio cittadino dopo che la famiglia aveva acconsentito all’espianto degli organi e ricevuto il nullaosta dalla Procura dopo che la mamma di Alessandro, Francesca Talini, che aveva sporto una denuncia per verificare se quella ringhiera da dove era precipitato suo figlio aveva la sicurezza richiesta.
Ieri alle 15 la bara di Alessandro è stata portata e sistemata sul campetto di basket vicino alla piazza del mercato, circondata da una folla commossa. Oltre ai genitori, il fratello Federico e la sorella Valentina che non hanno mai abbandonato Ale, e da Firenze da dove la famiglia è originaria, sono arrivati a Castiglione anche gli altri parenti e soprattutto moltissimi amici.
Un silenzio quasi surreale ha accompagnato la funzione e la benedizione di don Gianni Malberti, che si è commosso vedendo la partecipazione di tutta la cittadinanza. Il campetto di basket era stato preparato con tantissime magliette dei giocatori della Nba, lo sport preferito dal giovane Alessandro. Una cornice che ha fatto da sfondo agli sguardi impietriti: presente anche il sindaco Giancarlo Farnetani, mischiato fra la folla.
Alessandro Catastini, titolare insieme ai suoi del bar Quei Bravi Ragazzi a Castiglione in via Paolini, di fronte all’ufficio postale, era precipitato domenica 29 dicembre nel tardo pomeriggio dal corrimano del bed and breakfast, dove era andato per passare qualche giorno di vacanza con la fidanzata. Un volo dal primo piano, ma con la caduta praticamente nel vuoto nell’androne sottostante di altri due piani.
Nell’impatto il trentenne aveva riportato un trauma devastante alla testa: per tre giorni i medici hanno cercato di tenere in vita Alessandro, ma il primo dell’anno il suo cuore si è fermato. E ieri la sua Castiglione gli ha tributato l’ultimo saluto, ad un ragazzo innamorato della vita che se ne è andato via troppo presto. —
Enrico Giovannelli
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