Gioco
Siedlecki artista innamorato dell’Amiata ha vinto il prestigioso premio Cairo-Arte
Vive e lavora a Seggiano. La scultura “Teste”, ispirata a rituali tra sacro e profano, è realizzata con 200mila monetine
l’INTERVISTA
fiora bonelli
La ventesima edizione del prestigioso premio Cairo, curato dalla redazione della rivista Arte, mensile della Cairo editore, è andato a Namsal Siedlecki, artista trentatreenne residente a Seggiano, originario di Greenfield negli Stati Uniti.
Il premio consisteva in 25.000 euro e la copertina del numero di Arte, ma il prestigio del riconoscimento lo colloca sicuramente fra gli artisti contemporanei da guardare con grande attenzione. Madre italiana e padre di radici polacche, doppia cittadinanza italo–americana, Namsal vive in Amiata da quando aveva sei anni: «I miei genitori si trasferirono in Amiata, in un podere nella campagna di Seggiano e anche io mi sono innamorato di questa terra. Può essere davvero una forma di ispirazione per la mia arte».
Ma nel frattempo, per le sculture con cui ha vinto il premio Cairo, Namsal si è andato a ispirare a Roma e a Clermont Ferrand. «A Clermont Ferrand – spiega – ho intercettato un oggetto di legno di faggio rituale del 50 avanti Cristo che i Galli gettavano come ex voto per il dio Maponos, dentro l’acqua di una fonte. La fonte, l’acqua era considerata sacra e grazie a quelle sculture di legno, le divinità, si pensava, avrebbero potuto esaudire il desiderio di chi le gettava. A Roma, nella fontana di Trevi, vengono gettate nell’acqua due milioni di monetine, messaggere di altrettanti desideri. Le monete vengono poi ripescate, stoccate e consegnate alla Caritas. Di queste, l’associazione non riesce a “cambiarne” circa l’8%, perché rovinate. Io ne ho comprate, a peso, 200.000 per utilizzarle per l’opera che stavo progettando».
L’opera che è venuta alla luce, si intitola “Teste” ed è quella, appunto, che ha vinto il premio Cairo, facendo leva sul trait d’union che congiunge due momenti distanti fra di loro duemila anni: «Ho colto la continuità dell’eterno andare delle cose in questo voler gettare, ritualmente, degli oggetti nell’acqua perché i propri desideri vengano esauditi. I cerimoniali propiziatori degli antichi Galli che chiedono al dio di esaudire un desiderio offrendogli un ex voto, non sono poi così distanti dal gesto del turista contemporaneo che lascia all’acqua della fontana di Roma dei desideri in forma di monete».
Namsal Siedlecki, con la sua creazione “Teste”, traccia un’ideale continuità fra passato e presente, operazione che rimanda alla continua trasformazione delle cose della natura che muore e rinasce forte di antiche storie, in forme sempre nuove e originali. «In questa mia opera –sottolinea l’artista – coniugo insieme i desideri distanti nel tempo duemila anni, dando loro una nuova forma. Con un “bagno galvanico”».
Il percorso scultoreo, lo spiega lo stesso artista, «ha avvio con la realizzazione dei calchi delle teste che sono in legno. Poi ho realizzato – dice - l’anodo sacrificale, quello che si sacrifica, insomma, in favore del catodo. L’anodo sacrificale consisteva in piccoli cilindri venuti fuori dalla fusione delle monetine di rame. Il catodo era rappresentato dal calco in cera delle teste che erano state spalmate con una vernice di argento. L’elettricità presente nel bagno galvanico ha fatto in modo che il rame, elettrodepositandosi, coprisse i calchi di cera».
Arte moderna, realizzata con l’elettrolisi e che ha alla base elementi naturali, come il legno, l’acqua, il rame. Il tutto coniugato all’interno di una visione del mondo in cui la natura e lo spazio temporale restano pilastri e protagonisti. Adesso, dopo questo autorevole riconoscimento che lo attesta fra i più interessanti artisti a livello internazionale, Namsal vola alto. Il prossimo mercoledì parte per il Nepal: a Katmandu, infatti, tiene una mostra delle sue opere, un’operazione resa possibile grazie a un bando ministeriale che Namsal ha vinto e con cui il Ministero si propone di portare all’estero la migliore arte italiana. Le stesse opere, poi, saranno esposte a Roma. E poco dopo l’artista italo americano inaugurerà una sua personale a New York. —
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