Il Tirreno

Grosseto

l’intervento di pierandrea vanni 

«Pieni di incarichi senza alcun rimborso: così nei piccoli Comuni»

F.G.

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sorano. Nei piccoli Comuni funziona che il sindaco non è soltanto il primo cittadino, ma si occupa di ogni altra faccenda che riguarda l’attività istituzionale: come presenziare all’assemblea dell’Ato o a quella dell’Asl Sud Est, rappresentare il proprio Comune all’assemblea dei sindaci del Sud della provincia o presiedere l’Unione dei Comuni, senza poter contare sull’aiuto degli assessori. «Io me lo posso permettere - dice il sindaco di Sorano Pierandrea Vanni - perché sono pensionato. I miei assessori, come quasi tutti quelli degli altri piccoli Comuni lavorano, soprattutto nel privato: se loro prendono un permesso per compiti istituzionali, l’amministrazione paga il rimborso e la spesa viene spalmata sugli abitanti che sono quelli che pagano le tasse. La vicenda che ha investito Giacomo Termine è esemplare: lui ha ragione ad usufruire dei permessi, perché non potrebbe fare diversamente e il sindaco di Piombino Francesco Ferrari, ha diritto ad avere un dipendente ben più presente».

È una lettura equilibrata, quella del primo cittadino di Sorano: Vanni infatti conosce a fondo quale sia il ruolo di un sindaco di un piccolo Comune. «Abbiamo mille incarichi diversi che sono conseguenza dell’elezione a sindaco - spiega - alcuni non possiamo nemmeno delegarli agli assessori». I rimborsi non sono previsti. «Sono tutti incarichi gratuiti - dice ancora Vanni - perché, ineffabile ragionamento della Regione Toscana, i sindaci hanno già la loro indennità e quindi con quella dovrebbero far rientrare tutto. Ma il sindaco di un piccolo Comune, con quell’indennità, va davvero poco lontano. È ovvio che debba anche lavorare».

Pierandrea Vanni, che è stato appena eletto nel consiglio nazionale dell’Anci proverà a portare questa sua istanza a Roma, chiedendo di studiare un aumento dell’indennità per i sindaci dei piccoli Comuni. «Basti pensare a cosa accade ad esempio con l’Unione dei Comuni - spiega - In quella del Fiora siamo soltanto in tre e la presidenza è a rotazione: ci tocca una volta all’anno. Ed è un compito che dobbiamo svolgere. Siamo muli che vengono caricati di responsabilità e impegni: io faccio parte di sei diversi organismi solo perché sono stato eletto sindaco». — F.G.

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