Il Tirreno

Grosseto

l’omicidio di natale 

Accusato di rapina, Diop resta in silenzio di fronte al giudice

F.G.
Accusato di rapina, Diop resta in silenzio di fronte al giudice

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grosseto. È rimasto in silenzio, Talla Mor Diop, il senegalese di 40 anni ferito con un colpo di pistola al collo, durante la sparatoria del 23 dicembre in via della Pace. Sparatoria che è costata la vita a Omar Sar, 33 anni, anche lui di origini senegalesi. L’uomo, portato al carcere di Grosseto dopo essere stato dimesso dalle Scotte di Siena, è stato interrogato dal giudice per le indagini preliminari Marco Mezzaluna, ieri mattina. Ma ha deciso di tacere. Difeso dall’avvocato Valeria Cominotti di Brescia, che ha mandato a Grosseto il suo sostituto, Matteo Brunori, Diop ha preferito restare in silenzio.

L’uomo è accusato di rapina: secondo il racconto di Edikson Bernard Genao, il quarantenne senegalese, insieme al trentatreenne morto alle Scotte di Siena la vigililia di Natale, voleva rapinarlo. Era in corso una trattativa per piazzare un certo quantitativo di cocaina, ma i due, che avevano con sé soldi falsi, avrebbero tirato fuori le pistole e minacciato il ventinovenne dominicano che, dopo aver disarmato Diop, ha fatto fuoco con una pistola 6.35.

Diop era stato colpito al collo da un proiettile: dopo essere stato soccorso poco lontano dal Sacro Cuore era stato portato all’ospedale Misericordia. Agli uomini della mobile aveva raccontato di non sapere nulla della cocaina: una tesi questa che non sarebbe stata ritenuta credibile da parte degli investigatori. — F.G.

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