Il Tirreno

Grosseto

i permessi e le assenze 

«Sono affermazioni lesive» Termine minaccia querele

Alfredo Faetti
«Sono affermazioni lesive» Termine minaccia querele

Il sindaco di Monterotondo Marittimo licenziato da quello di Piombino valuta con il suo legale le parole scritte dal primo cittadino di Grosseto

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Tra i due litiganti il terzo... rischia la querela. Giacomo Termine, sindaco di Monterotondo Marittimo, dopo essere stato licenziato dal Comune di Piombino guidato dal sindaco Francesco Ferrari, valuta la possibilità di querelare Antonfrancesco Vivarelli Colonna, sindaco di Grosseto, insieme ad altri esponenti politici che si sarebbero resi responsabili di quelle che ritiene essere «affermazioni lesive» alla sua persona.

Il riferimento è al fiume di comunicati e commenti che hanno accompagnato la vicenda piombinese, ora al vaglio di Termine e dei suoi legali per capire se ci sono gli estremi per un’azione legale. Nessun procedimento è ancora partito, ma il monterotondino vuole difendersi da quelli che ritiene attacchi offensivi nei suoi confronti. Tra questi, appunto, c’è anche quello di Vivarelli Colonna, il quale da subito attraverso facebook ha preso le difese del collega piombinese Ferrari puntando invece il dito verso le assenze del monterotondino dal suo posto di lavoro come causa del mancato rinnovo del posto di lavoro.

«I permessi di cui le cariche politiche e istituzionali godono – ha scritto Vivarelli Colonna nel suo post – non possono essere un motivo per non lavorare e percepire comunque uno stipendio pagato con soldi di tutti quei cittadini che, al contrario di Termine, devono guadagnarsi la pagnotta col sudore, presentandosi tutti i giorni sul posto di lavoro».

E così via, il commento del sindaco grossetano sulla vicenda prosegue sullo stesso tono, che a quanto sembra non è piaciuto affatto a Termine, così come altre uscite seguite al suo licenziamento, pronto adesso a valutarne una ad una per capire là dove l’attacco sia sfociato – a suo parere – in qualcos’altro. E mentre la baruffa politica va avanti, anche la parte tecnica segue il suo corso. Chiusi i rapporti con il Comune di Piombino, dove era approdato vincendo un concorso che gli ha permesso di accedere come dipendente pubblico categoria D (quindi da funzionario), Termine tornerà al suo posto nel Comune di Gavorrano, dove era uscito in mobilità con una qualifica di Categoria C (ossia inferiore). E tale era rimasto il posto vacante.

Ora però, lo scatto in avanti fatto dopo il concorso e l’assenza di un ruolo di categoria D all’interno dell’ente minerario hanno costretto gli uffici gavorranesi a dare corpo a una delibera – per non andare contro la legge che fissa i criteri della mobilità – che preveda un nuovo posto creato ad hoc per un funzionario di categoria D. Insomma, creato ad hoc come ennesimo strascico di questa vicenda. —

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