Sicurezza
Copaca sarà incorporata da Terre dell’Etruria
La storica cooperativa del settore ortofrutta messa in crisi dalle alluvioni. Assunti due dei nove dipendenti
orbetello. La Copaca di Polverosa sarà incorporata dalla cooperativa Terre dell’Etruria che ha sede amministrativa e sociale nel comune di Castagnato Carducci (Livorno). È iniziato col nuovo anno un percorso che dovrebbe portare, entro la fine del 2020, ad unificare definitivamente le due cooperative.
Terre dell’Etruria, presieduta da Massimo Carlotti, si assumerà l’impegno, come spiega lo stesso presidente, «di rivitalizzazione del magazzino mezzi tecnici e del centro di stoccaggio cereali di Polverosa e di una nuova programmazione del settore ortofrutticolo che farà riferimento al centro di lavorazione di Braccagni». Una sfida impegnativa che però permetterà di salvare ciò che resta di Copaca, una cooperativa di 140 soci nata, nel 2001, dalla fusione tra la cooperativa agricola dell’Alberone e l’ortofrutta Costa d’Argento dove i soci conferivano rispettivamente cereali e ortofrutta.
«Per molto tempo – come ricorda il presidente di Copaca, Lorenzo Babbini – un fiore all’occhiello della Maremma Toscana che per decenni ha portato avanti l’agricoltura del territorio commercializzando migliaia di quintali in ortofrutta e cereali entrando anche negli scaffali di Coop e Conad con il proprio marchio grazie alla cipolla di Maremma prodotta dai nostri soci». Le cose però non sono andate come i soci avrebbero sperato anche a causa di due eventi calamitosi che hanno messo in ginocchio l’intero territorio di Polverosa ed Albinia, le due alluvioni del 2012 e 2014: i rimborsi che non sono riusciti a far risollevare le sorti. «Dal 2012 – spiega Babbini – la cooperativa ha perso i propri produttori, di conseguenza il fatturato si è pian pian indebolito passando dai circa 5 milioni di euro del 2011 agli attuali 2 milioni scarsi. Non potevamo più essere competitivi e per questo abbiamo intrapreso la strada che ci sta portando ad una possibile incorporazione con Terre dell’Etruria».
Una strada difficile perché ha costretto Copaca ha mandare a casa i 9 dipendenti, 2 dei quali sono stati riassunti da Terre dell’Etruria. «Ringrazio chi ha accettato il licenziamento comprendendo – aggiunge Babbini – che è stato tentato tutto il possibile per tenere in piedi la cooperativa». Dal primo gennaio Copaca ha affittato i locali di Polverosa a Terre dell’Etruria, silos e magazzino. L’officina è stata rilevata da un privato. In questo anno andrà avanti il progetto di fusione che dovrebbe concludersi a giugno ed essere effettivo a fine estate con la cessazione di Copaca che lascerà il posto a Terre dell’Etruria. «Ringrazio i soci di Copaca – commenta Carlottti – per la fiducia riposta in Terre dell’Etruria. Un grazie va anche a tutto il gruppo dirigente di Conserve Italia che si è messo a disposizione per costruire assieme a Terre dell’Etruria il percorso di continuità dell’attività. Il progetto prevede l’acquisizione del centro aziendale di Albinia da parte di Conserve Italia, operazione indispensabile per la sostenibilità del piano finanziario che presenteremo agli Istituti di Credito, necessario per abbattere una parte del debito e dilazionare la restante, in modo da favorire il processo di aggregazione, limitando al massimo l’impatto sul bilancio di Terre dell’Etruria, che andrà ad accollarsi il debito residuo di Copaca». — Ivana Agostini
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