Gioco
Imprenditori maremmani senza contanti Sono i pagatori peggiori di tutta la Toscana
Grosseto è la provincia con la più alta quota di fatture onorate con ritardo grave. E meno di un terzo rispetta la scadenza
Gli imprenditori e gli artigiani maremmani sono a corto di liquidità: tant’è che meno di un terzo paga i propri fornitori alla scadenza. Non solo: Grosseto è la provincia in Toscana con la più alta quota – il 14, 6 per cento – di pagamenti che vengono onorati dalle imprese private con ritardi considerati “gravi”, cioè superiori a trenta giorni di attesa per chi deve riscuotere. E anche se si amplia il termine di paragone – a livello Italia – la Maremma non fa una bella figura: si colloca nella parte medio-bassa, cioè in 64ª posizione, nella classifica delle 110 province del Belpaese. È quanto emerge dai dati contenuti nell’ultimo Studio Pagamenti – condotto sui primi nove mesi del 2019 – da Cribis, società del gruppo Crif specializzata nella business information. Un’impresa che paga in ritardo le fatture non è necessariamente una realtà decotta, ma certo è che il rispetto delle scadenze da parte di chi di mestiere rischia del proprio è una cartina al tornasole dello stato di salute di un sistema economico: in questo caso del sistema imprese della Maremma e dell’Amiata.
i “precisi” sono pochi
Appuntamento consolidato – è una sorta di tradizione nell’agenda della business information – il monitoraggio di Cribis prende in esame le performance di pagamento di tutte le imprese private – la Pubblica Amministrazione è esclusa – che presentano un bilancio alla Camera di Commercio: i dati che emergono dallo studio sono dunque molto significativi e rispondenti all’identikit di un’economia “vera”, quella fatta non di speculazioni borsistiche bensì di produzione, export, posti di lavoro diretti e indiretti, valore aggiunto. Ebbene, tra il 1° gennaio e il 30 settembre 2019 le imprese della provincia di Grosseto che hanno saldato i fornitori nei tempi dovuti sono il 29,6% del totale. A Siena, Pistoia e Pisa, le tre province che mettono a segno le migliori prestazioni toscane sul fronte pagamenti, la quota percentuale degli imprenditori che non sgarrano sale al 36-37%.
la maglia nera
Se gli scrupolosi (o chi si può permettere di esserlo) sono pochi, i pessimi pagatori sono molti: il 14, 6% tra imprenditori e artigiani della provincia di Grosseto liquida le fatture con pagamenti oltre i trenta giorni dalla scadenza: è il dato peggiore di tutta la Toscana; a Siena, per esempio, tale quota scende al 10%.
64ª posizione in Italia
Nella classifica nazionale che misura le performance di pagamento delle imprese delle 110 province italiane, Grosseto si piazza in 64ª posizione; i primi posti della classifica sono per la quasi totalità occupati dagli imprenditori lombardi, con Brescia che è la più virtuosa: il 57% paga alla scadenza e i ritardi gravi sono sotto al 5% (4, 7%); gli ultimi posti, invece, sono per lo più delle imprese siciliane, con Caltanissetta dove paga alla scadenza il 17% e con ritardo grave il 25, 5%. Più in basso di Grosseto nel top nazionale tra le toscane c’è solo Livorno, 68ª, perché la posizione assegnata da Cribis tiene conto del risultato di tre “indicatori”: la quota dei buoni pagatori, quella di chi paga con un ritardo fino a 30 giorni – per Grosseto sono il 55,8% – e di pagatori pessimi: e nella provincia labronica i debitori “precisi” sono un po’ meno (il 27,2% contro il 29, 6%). È vero che ritardare un pagamento può a volte convenire in termini di tasse, ma se la pratica è un’abitudine generalizzata, c’è qualcosa che non va. –
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