Il Tirreno

Grosseto

la sentenza  

Guerra dei centri commerciali, respinto maxirisarcimento da 38 milioni di euro

Guerra dei centri commerciali, respinto maxirisarcimento da 38 milioni di euro

La controversia riguarda l’ex Fornace Chigiotti. Barghi (famiglia Ricci) chiedeva la somma a Unicoop per “mancati utili”

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GROSSETO. Guerra dei centri commerciali a Grosseto. Dopo 10 anni si chiude un capitolo importante di una lunga saga processuale, in cui Unicoop registra un punto a suo favore. Il tribunale di Grosseto - giudice dottoressa Paola Caporali - ha portato a conclusione una grossa causa risarcitoria.

Il contenzioso civile è stato promosso 10 anni fa, nel 2009, con richieste reciproche tra le parti, Unicoop Tirreno e Barghi srl (famiglia Ricci). Quest’ultima ha avanzato in giudizio a Unicoop richieste risarcitorie per oltre 38 milioni di euro (precisamente 38.818.322 euro), forte di alcune sentenze civili vittoriose che avevano poi – nel tempo intermedio - consolidato il proprio contratto di acquisto.

La controversia riguarda il centro commerciale Aurelia Antica, ex Fornace Chigiotti, che secondo Unicoop Tirreno non poteva essere realizzato da Barghi srl nel rispetto della destinazione urbanistica a suo tempo prevista (destinazione artigianale e commercio all’ingrosso).

Al contrario quest’ultima (la Barghi srl) sosteneva la legittimità del proprio operato, avallato dal Comune che nel 2015 approvava sostanzialmente una sanatoria per “allineare” ciò che era stato realizzato dalla società Barghi (un centro commerciale) alla disciplina urbanistica comunale.

Le premesse: l’area dell’ex Fornace Chigiotti di proprietà Vignale Immobiliare (Unicoop Tirreno) era stata venduta a Barghi srl nel 2007.

Unicoop Tirreno aveva promosso poi una causa per ottenere la risoluzione del contratto di vendita stipulato con Barghi e impedire la realizzazione del centro commerciale Aurelia Antica.

Il ricorso di Unicoop era stato trascritto presso i registri immobiliari come “vincolo” sulla struttura ex Fornace Chiogiotti (poi diventata Aurelia Antica) in corso di trasformazione per realizzare il centro commerciale.

Barghi lamentava di aver perduto una trattativa per vendere il centro commerciale al gruppo Conad per un importo molto importante: 54 milioni di euro, perdendo l’utile previsto dalla vendita e quello che avrebbe realizzato reinvestendo quella somma.

Il fondamento della causa è ancorato all’articolo del codice di procedura civile che prevede il risarcimento dei danni causati dalla trascrizione del ricorso su beni immobili, qualora risulti effettuata “imprudentemente”.

La causa è durata molti anni, sulla base di documenti, perizie e testimonianze minuziosamente acquisite nel corso del tempo. Ora – almeno nel primo grado – è stato posto un punto fermo con la sentenza del tribunale di Grosseto, ovviamente impugnabile di fronte alla Corte di Appello di Firenze.

Il giudice Paola Caporali respinge tutte le domande risarcitorie proposte da Barghi srl, avendo riscontrato la carenza di presupposti per l’applicazione della norma invocata a fini risarcitori.

Il giudice ha anche compensato tra le parti le spese del giudizio e ha posto che l’onere della consulenza tecnica espletata per la valutazione dell’importo indicato (38 milioni di euro, appunto) sia pagato metà per ciascuno dalle due parti.

Unicoop Tirreno è stata assistita dagli avvocati Luciano Giorgi del Foro di Grosseto e Giovanni Genta del Foro di Firenze.

La Barghi srl è stata assistita dall’avvocato Alessandro Leproux del Foro di Roma, dall’avvocato Duccio Traina del Foro di Firenze e dall’avvocatessa Luisella Simonetti del Foro di Grosseto. —



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