Il Tirreno

Grosseto

fino al 3 marzo 

Domani partono i saldi, ecco alcune regole

Prezzi ribassati per 60 giorni Gli esercenti sono obbligati ad accettare le carte di credito e a indicare il costo normale quello finale e lo sconto

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GROSSETO. Anche a Grosseto arrivano i saldi che partono ufficialmente domani, 4 gennaio, come nel resto della Toscana. Le occasioni per spuntare qualche buon affare dureranno 60 giorni, fino a martedì 3 marzo. È arrivato dunque il momento per far visita ai tantissimi e splendidi negozi del centro storico, grande “anima” e cuore di questa città – dall’abbigliamento alle borse, ai libri, alle profumerie e a molto altro – o a quelli disseminati per tutti i quartieri cittadini per finire con i centri commerciali che sorgono in periferia.

Dal canto suo, Confcommercio Toscana ha realizzato una sua “proiezione” nella quale dà conto di come le famiglie toscane spenderanno «una media di 368 euro ciascuna per questi saldi invernali 2020, che si apriranno ufficialmente sabato 4 gennaio. La spesa pro capite dei toscani – dice l’associazione di categoria – sarà di circa 160 euro, un dato superiore alla media nazionale ferma a 140 euro a persona, ma comunque inferiore rispetto all’inverno 2019, quando era di 167 euro a persona»; parola della presidente di Federmoda-Confcommercio Toscana Federica Grassini. Secondo le previsioni dell’associazione di categoria, i prodotti più richiesti saranno capi spalla, giubbotti e sneakers, «tutto all’insegna della comodità e di un look versatile, che si adatta a tutte le occasioni solo cambiando gli accessori».

Come comportarsi di fronte ai saldi? Tra le principali regole per effettuare correttamente le vendite in questo periodo, si ricorda in particolare l’obbligo per gli esercenti di accettare carte di credito/debito e quello di indicare per ogni prodotto il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale. Per quanto riguarda il cambio della merce acquistata, questo è rimesso alla discrezionalità del negoziante, ovviamente a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme. In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, della riduzione o restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto. Da ricordare poi che i capi proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo, ma nulla vieta di porre in vendita anche capi non appartenenti alla stagione in corso.

Nel complesso, in Toscana parteciperanno ai saldi il 60% delle famiglie (992.400 sul totale di 1.654.000 famiglie residenti), per un volume d’affari che dovrebbe toccare i 365 milioni di euro. Difficile fare una proiezione “maremmana” (anche quella regionale è puramente indicativa) anche se l’auspicio dei commercianti è che i cittadini rispondano bene all’appello” e alla tentazione del prezzo ribassato per rianimare il commercio locale. —



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