Il Tirreno

Grosseto

il centrodestra 

Vivarelli Colonna solidale con Ferrari «L’ennesimo tentativo maldestro di una certa politica a trazione Pd»

G.B.

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. «Trovo la levata di scudi a difesa di Giacomo Termine l’ennesimo tentativo, maldestro, di una certa politica a trazione Pd, ormai lontana anni luce dal Paese reale, che lotta soltanto per i privilegi di pochi». È il commento del sindaco di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna alla decisione del collega di Piombino, Francesco Ferrari, che alla vigilia di Natale aveva licenziato Giacomo Termine, segretario provinciale del Pd di Grosseto. «Ferrari – prosegue Vivarelli Colonna – ha semplicemente applicato valori che la sinistra non riesce proprio a comprendere e praticare: la correttezza e il merito». Vivarelli Colonna precisa poi che Termine non è stato licenziato, ma soprattutto non ha mai provato a conciliare i propri impegni lavorativi con gli incarichi istituzionali: solo 62 volte in un anno si è presentato in municipio. Secondo Vivarelli Colonna «i permessi di cui le cariche politiche e istituzionali godono non possono essere un motivo per non lavorare e percepire comunque uno stipendio pagato con soldi di tutti i cittadini». Poi un’allusione: «Pare che Termine anche a Gavorrano non brillasse per numero di presenze... Noi combattiamo questo mondo comodo e ovattato, dove tutto è dovuto, tranne l’obbligo di sgobbare per guadagnarsi da vivere».

«Giacomo Termine non è stato licenziato perché tornerà a lavorare per il Comune di Gavorrano. Il provvedimento del sindaco di Piombino Ferrari è giusto ed equo». Lo dichiara il consigliere regionale Paolo Marcheschi di Fratelli d’Italia. «Ogni datore di lavoro – aggiunge – deve valutare la produttività dei dipendenti e l’effettiva necessita di averli in organico. A maggior ragione deve farlo chi gestisce soldi pubblici. Basta con i compagni mascherati da dipendenti pubblici».

Infine il leader grossetano di Fratelli d’Italia, Fabrizio Rossi: «Se Giacomo Termine non ha superato il periodo prova, è giusto che torni al mittente. Il sindaco di Piombino ha solamente applicato la norma prevista dal contratto collettivo di lavoro per i pubblici dipendenti. Quello che dà più fastidio è che il Pd e la Cgil, come al solito, strumentalizzino politicamente l’intera vicenda, facendo passare Giacomo Termine per un martire crocefisso da un sindaco di destra. Come era un diritto per Giacomo Termine assentarsi, era altresì un diritto, quello esercitato dal Comune di Piombino, di non confermare la posizione del lavoratore». —

G.B.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web