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il delitto di natale 

Nei telefoni cellulari la verità dello scambio di droga

Francesca Gori
Nei telefoni cellulari la verità dello scambio di droga

La polizia ha sequestrato altri apparecchi che verranno  analizzati da un consulente da nominare oggi: l’affare trattato attraverso l’invio di sms

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La trattativa per piazzare la cocaina ai senegalesi era stata organizzata per lo più attraverso gli sms. E oggi il pm Giampaolo Melchionna, che sta coordinando le indagini degli uomini della squadra mobile della polizia, darà un ulteriore incarico a un consulente per analizzare i dati contenuti in altri telefoni cellulari rinvenuti dalla polizia, oltre ai due che erano stati già sequestrati a Edikson Bernard Genao, il 28enne che ha confessato di aver sparato e ucciso Omar Sar, 33 anni senegalese, sul cui corpo è stata effettuata tre giorni fa l’autopsia.

Il consulente scelto dalla Procura è Luca Chirizzi, vice ispettore della polizia di Bologna, che dovrà guardare dentro ai telefoni che sono spuntati negli ultimi giorni, oltre a quelli già affidati al consulente nominato a fine dicembre, Luca Cadonici, di proprietà di Genao.

Nei telefoni del dj di origini dominicane gli investigatori potranno trovare conferme alle parole del ragazzo, che ha raccontato che la trattativa per avere il quantitativo di droga che poi avrebbe dovuto vendere ai due senegalesi è stata portata avanti quasi tutta via sms.

Nuovi dettagli saranno probabilmente forniti alla Procura anche da Talla Mor Diop, il senegalese di 40 anni ferito al collo da un proiettile sparato dal giovane dominicano mentre tentava di scappare lungo via della Pace. L’uomo è stato sottoposto lunedì a un delicato intervento chirurgico per rimuovere il proiettile.

Non si trova ancora la pistola utilizzata per la sparatoria: Genao, dopo aver sbagliato strada ed essere arrivato fino a Rispescia prima di riprendere l’Aurelia e dirigersi verso Livorno, ha raccontato di aver gettato l’arma dal finestrino anteriore destro della sua auto mentre stava viaggiando.

Gli uomini della squadra mobile stanno cercando l’arma lungo l’Aurelia, anche se la loro ricerca non sarà facile: la pistola, una 6.35, è di piccole dimensioni e potrebbe essere stata gettata ovunque.

Genao, difeso dagli avvocati Romano Lombardi e Roberto Cerboni è rinchiuso nel carcere di via Saffi. Il dj, nato in Repubblica Dominicana ma residente a Grosseto da tantissimi anni, per ora, non può ricevere visite da parte dei familiari che abitano in città da tempo. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire i legami del giovane, il cui nome non era mai comparso tra quelli di chi traffica droga, con le persone che gli hanno consegnato la cocaina poi scomparsa e i senegalesi che erano venuti ad acquistarla con i soldi falsi nascosti sotto uno strato di banconote vere. Quando però era arrivato il momento dello scambio, i due senegalesi hanno estratto le pistole (una era un giocattolo), dicendo a Genao di consegnare loro la droga. —

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