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Il Pci: «Nessuna differenza tra i due candidati a sindaco»

Il Pci: «Nessuna differenza tra i due candidati a sindaco»

I Comunisti attaccano Benini e Di Giacinto, accusati di essere entrambi rappresentanti di una destra liberista: l’invito è a non votare alle elezioni 

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follonica. A maggio, probabilmente, si tornerà alle urne nella città del Golfo, per votare di nuovo: e la scelta sarà, per la seconda volta in un anno, tra il candidato del centrosinistra Andrea Benini, che ha guidato la città fino all’insediamento del commissario e il candidato del centrodestra Massimo Di Giacinto. Una scelta che non va giù al Pci, che assimila in sostanza i due candidati a una sola matrice: quella che non è di sisnistra .

«La coalizione che sostiene Di Giacinto è costituita infatti dalla destra-centro, mentre Benini, in buona sostanza, è il candidato del Pd, ovvero di un partito che, ormai da tempo, non ha più niente a che vedere con un partito di sinistra - dicono al Pci - Il Pd e i suoi immediati predecessori si sono venduti l’anima, aderendo di fatto al “pensiero unico” nella versione neo-liberista, rinunciando del tutto ai principi ed ai valori storici della sinistra».

Se entrambi i candidati sono espressione dello stesso, sia pur diversamente articolato, pensiero di destra, «la scelta - dicono - sarà ancora una volta tra “la zuppa e il pan bagnato”»: secondo il Pci non è più il tempo di optare per il male minore.

«Basta con il dare forza e rappresentatività a chi negli ultimi 20 anni ha tolto i diritti ai lavoratori e li ha impoveriti, basta con lo scegliere il “meno peggio”; perché, a forza di scegliere il meno peggio, abbiamo ottenuto il peggio - dicono al Pci - Di Giacinto e Benini sono due varianti dello stesso tema, due facce della stessa medaglia, e perciò questa medaglia va rifiutata e gettata a terra, il che vuol dire non prender parte a questa competizione che non vede in campo candidati davvero di sinistra. Lasciamo quindi che il sindaco se lo scelga chi sostiene che quello di oggi sia il miglior sistema sociale possibile, che con il liberismo, classico o neo che sia, è possibile perseguire la redistribuzione del reddito e della ricchezza, nell’interesse del popolo e dei lavoratori.

Lasciamoli soli, non diamo maggior rappresentanza a chi vincerà, ma proviamo piuttosto a ricostruire una vera alternativa». —

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