Toscana
Sconti in anticipo nei negozi ed è già polemica
Grosseto. Un commerciante si è rivolto alla polizia municipale per avere chiarimenti I saldi sono comparsi sulle vetrine già durante lo shopping natalizio
GROSSETO. La stagione dei saldi viene anticipata da un altro periodo post natalizio: la stagione delle polemiche sui saldi. Polemiche in cui si trova invischiato il mondo dei commercianti, tra chi chiede il rispetto delle regole e chi denuncia presunti “furbetti” che anticipano le scadenze previste dalla normativa.
Una stagione che non risparmia Grosseto, dove un negoziante segnala (ad autorità comprese) che alcuni colleghi hanno anticipato gli sconti rispetto al 4 gennaio, così come previsto in tutta la Toscana.
Il commerciante che ci ha contattato spiega di avere un’attività di abbigliamento da oltre cinquant’anni nel capoluogo. «Nonostante la crisi cerchiamo di resistere sul mercato e di rispettare le regole del commercio», racconta il grossetano, arrivando poi subito al nocciolo della questione. «Ogni anno puntualmente il giorno dopo Natale su molte vetrine – spiega – si vedono cartelli che riportano sconti e offerte nonostante la data di inizio saldi per la regione Toscana sia intorno al 4 o 5 gennaio».
Uno stratagemma che aggira la regola e che intende cavalcare lo spinta consumistica che accompagna i giorni di Natale. Ma il regolamento del commercio è molto chiaro: la normativa prevede infatti che le liquidazioni si possano effettuare solo per lavori di ristrutturazione o cessazione attività mentre le vendite promozionali sono vietate nei quaranta giorni antecedenti i saldi.
Eppure, andando in giro per Grosseto, dal centro ai centri commerciali passando per gli altri quartieri, ce ne sono di negozi con appesi cartelli e targhette ai prodotti che indicano sconti fino al 50 per cento.
Siamo andati noi stessi a controllare se la questione del commerciante fosse fondata e ne abbiamo avuto riscontro. Ma le regole del commercio, specie in queste materie, sono spesso oggetto di modifiche e alla fine il grossetano chiede solo «chiarezza – spiega – per potermi anche io adeguare alla nuova situazione senza incorrere in sanzioni e senza perdere fiducia della mia clientela».
Clientela che cerca i non deludere ma anche consapevolezza di quello che può o non può fare senza incorrere in sanzioni. Una volta, ad esempio, una targhetta fuori posto gli costò cara. «Molti anni fa – spiega – al termine dei saldi siamo stati multati perché in una delle otto vetrine era rimasto su un capo un prezzo sbarrato nonostante tutti i cartelli sconti fossero stati correttamente tolti». L’esercente grossetano ha scattato anche delle foto, datate al 27 dicembre, inviate anche alla polizia municipale, già pronta a dare il via ai controlli per far fronte a eventuali furbetti. —
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