Il Tirreno

Grosseto

la sparatoria in via della pace 

Omicidio di Natale, disposta l’autopsia

Francesca Gori
Edikson Bernard Genao (FOTO BF
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Edikson Bernard Genao (FOTO BF

Grosseto. Indagato per favoreggiamento il ragazzo che era al volante Il senegalese ferito è stato trasferito alle Scotte di Siena

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GROSSETO. Potrebbe svolgersi il 30 dicembre all’obitorio delle Scotte di Siena l’autopsia sul corpo di Omar Ser, il trentatreenne di origini senegalesi ucciso con un colpo di pistola calibro 6.35 il 23 dicembre in via della Pace. Il 30 dicembre il professor Matteo Benvenuti, direttore dell’istituto di medicina legale dell’Università di Siena, riceverà l’incarico da parte del sostituto procuratore Giampaolo Melchionna. I difensori di Edikson Bernard Genao, gli avvocati Romano Lombardi e Roberto Cerboni, non hanno nominato consulenti per assistere alle operazioni peritali: il ventottenne di origini dominicane ha infatti confessato, durante l’udienza di convalida del fermo, di fronte al giudice Giovanni Muscogiuri, di aver reagito a una rapina e di aver aperto il fuoco. Intanto, l’altro senegalese, Talla Mor Diop, 40 anni, rimasto ferito durante la sparatoria in via della Pace che è stato poi soccorso da alcuni passanti che lo hanno trovato per terra in una pozza di sangue, è stato trasferito dall’ospedale Misericordia alle Scotte di Siena per essere sottoposto a un delicato intervento.

È stato invece indagato per il reato di favoreggiamento Pablo Acosta Manon, ventisettenne di origini dominicane e cognato di Genao, che la mattina della vigilia di Natale è partito da Grosseto per raggiungere a Livorno il ragazzo scappato subito dopo la sparatoria. Genao, che non ha la patente, gli avrebbe chiesto di accompagnarlo in Spagna, dove vivono alcuni parenti dei due giovani. Lui avrebbe acconsentito senza fare domande sul perché di quella fuga.
 

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Manon, difeso dall’avvocato Riccardo Lottini, il 23 dicembre, non era in via della Pace. Uscito dal lavoro intorno alle una del mattino, ha raccontato di essere stato chiamato da Genao dopo le 9 e di essere partito per raggiungerlo a Livorno. Dell’omicidio avrebbe saputo soltanto verso le 13, quando ha letto la notizia uscita su Internet.

Intanto continuano le indagini della squadra mobile della Questura che sta cercando di trovare tutte le risposte alle domande che aumentano ora dopo ora, via via che emergono nuovi dettagli.

L’auto sulla quale i due senegalesi sono arrivati a Grosseto, una potente e costosa Mercedes Gla, sarebbe intestata a un uomo di origini colombiane residente a Cremona: i documenti che erano nel cruscotto potrebbero quindi aver tratto in inganno sull’identità del trentatreenne che è poi morto alle Scotte di Siena: in un primo momento, infatti, si era parlato di un colombiano di 40 anni.

Nell’auto, in uno zaino, sono stati trovati soldi falsi: dovevano servire per lo scambio organizzato nell’appartamento in uso a Genao, quello al quarto piano del palazzo al numero 203 di via della Pace. Talla Mor Diop ancora non è stato interrogato: dovrà essere operato al collo, per rimuovere il proiettile che lo ha colpito e ferito in maniera grave mentre stava cercando di scappare. Genao è rinchiuso dal giorno di Natale nel carcere di via Saffi, mentre il cognato è indagato senza alcuna misura. —
 

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