Gioco
«Volevano fregarmi con i soldi falsi» Uno dei due aveva una pistola giocattolo
Minacciato dai senegalesi con un’arma finta e una vera: Genao è riuscito a prendere quella con cui ha sparato e ucciso
I soldi trovati nella Mercedes Gla con la quale i due senegalesi sono arrivati a Grosseto, dopo essere partiti da Brescia, erano in parte falsi: ad accertarlo sono stati gli uomini della squadra mobile e della scientifica della polizia che hanno trovato le banconote che dovevano servire per lo scambio organizzato nell’appartamento di Edikson Bernard Genao. Il ventinovenne di origini dominicane, difeso dagli avvocati Romano Lombardi e Roberto Cerboni, la sera del 23 dicembre aveva una partita di cocaina da piazzare e i due senegalesi erano arrivati dal nord Italia. Il prezzo era stato concordato e, una volta a Grosseto, Sar e Diop avrebbero fatto vedere il denaro a Genao. Ma in quello zaino, che è stato ritrovato poi nella Mercedes Gla che si è schiantata contro un’utilitaria al Sacro Cuore, soltanto il primo strato era composto da banconote vere: il resto era carta straccia, riproduzioni di fogli da 50 euro.
Quei soldi, stando al racconto fatto dal ragazzo al giudice per le indagini preliminari Giovanni Muscogiuri durante l’udienza di convalida del fermo che era stato disposto dal sostituto procuratore Giampaolo Melchionna, erano bastati per carpire la sua fiducia. Il ventinovenne non se n’era accorto: ha fatto entrare i due senegalesi in casa, ma questi quando hanno visto la droga hanno spianato le pistole minacciandolo. «Volevano rapinarmi, ho reagito»: è questo quello che il ragazzo ha raccontato al giudice. Genao quindi, avrebbe disarmato uno dei due uomini e avrebbe così impugnato la calibro 6.35 utilizzata per fare fuoco. L’arma utilizzata da Omar Ser, il senegalese di 33 anni morto la mattina della vigilia di Natale per il colpo alla nuca sparato con l’arma del suo complice, è stata trovata sul sedile della Mercedes Gla con la quale stava cercando di scappare. Gli uomini della squadra mobile hanno accertato però, che si trattava di una pistola giocattolo: se Genao avesse disarmato Ser anziché Diop, il 33enne sarebbe ancora vivo ma forse sarebbe morto Genao.
Talla Mor Diop si è accasciato sulla strada mentre cercava di scappare, dopo essere stato colpito con un proiettile al collo (e non al torace come era parso in un primo momento). Alcuni passanti lo hanno visto e hanno dato l’allarme, chiedendo l’intervento del 118: il quarantenne è ancora ricoverato all’ospedale Misericordia dove è stato operato. Omar Ser invece, anche lui senegalese di 33 anni, è morto alle Scotte di Siena: è lì che le voci di una sparatoria avvenuta in via della Pace hanno trovato i primi riscontri, quando l’uomo è stato sottoposto a una tac che ha evidenziato il proiettile nel suo cranio.
Le indagini della polizia, coordinate dal sostituto procuratore Giampaolo Melchionna, proseguono. I punti da chiarire sono ancora diversi. Tra questi anche l’identificazione di chi abbia messo in contatto il giovane dominicano, che vive a Grosseto da tantissimi anni, dove si è sposato ed ha avuto un figlio e dove lavora come dj, con i due senegalesi arrivati da Brescia per acquistare droga.
Il ragazzo aveva alcuni precedenti per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni, ma nulla che potesse ricondurre il suo nome al mondo dello spaccio di sostanze stupefacenti. È scappato subito dopo aver sparato per strada, con una Fiat 500 Abarth parcheggiata sotto casa sua: durante la fuga ha buttato via la pistola. —
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