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Un’altra predazione alla Mota I pastori chiamano la ministra

Fiora Bonelli
Un’altra predazione alla Mota I pastori chiamano la ministra

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Continuano le predazioni delle greggi in Maremma. Fra le più colpite, a due passi da Grosseto, c’è l’impresa di Beppe Catocci, che da qualche mese subisce attacchi pressoché quotidiani. Anche due giorni fa, sotto le finestre di casa sua, c’è stato l’ennesimo assalto. «Sono due le pecore scomparse – racconta – e che facevano parte del gregge che pascolava sotto le finestre del nostro podere La Mota. Siamo disperati e nessuno risponde. Deve essersi trattato di un predatore di grandi dimensioni, perché trascina le pecore e non lascia nemmeno le carcasse. Mi lascia la lana, una scia di sangue e poi nulla».

Dopo la manifestazione che si è tenuta domenica a Grosseto dove gli allevatori con oltre 50 trattori e altrettante auto e camper hanno sfilato da Rispescia fino a Grosseto «per protestare contro la scarsa considerazione in cui sono tenuti agricoltura e allevamento», per adesso non è giunta alcuna risposta ufficiale da parte delle istituzioni.

La manifestazione ha comportato un grande sforzo organizzativo da parte del Comitato Pastori guidato da Mirella Pastorelli e da Salvatore Fais: «Per la prima volta agricoltori e allevatori – osservano – si sono uniti in una manifestazione ben riuscita che ha voluto chiamare la politica a riflettere su problemi importanti come la salvaguardia dei prodotti con marchio Made in Italy».

Gli allevatori sono scesi in piazza per chiedere alla ministra Teresa Bellanova, a cui avevano già presentato un documento giorni prima, «di prendere posizione e fare chiarezza sui prezzi». Tra le altre richieste: la riduzione ai minimi termini delle importazioni di prodotti esteri; tasse maggiorate per aziende che acquistano da imprese estere; valorizzazione dei prodotti Made in Italy; abolizione dei bollini imposti dall’Europa che penalizzano i prodotti italiani come olio, pecorino e altro. Si torna dunque a sollecitare «i ministri dell’agricoltura e dell’ambiente perché prendano in seria considerazione il documento depositato dal Comitato Pastori d’Italia il 28 novembre al ministero dell’agricoltura, dove si evidenziano dati e si chiede di intervenire». Ma per adesso tutto tace. —

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