Sicurezza
Maxitombolata in chiesa per salvare il tetto
Tantissimi fedeli (e non) si sono sfidati tra le panche del sacro edificio: raccolti 2.400 euro più altri 1.000 di donazioni
CAPALBIO. Per salvare il tetto di una chiesa spunta una bella tombolata. Giocata proprio tra le panche del sacro edificio. Succede a Borgo Carige.
È stata una tombolata all’insegna dello spirito di comunità quella organizzata il 26 dicembre dal Comune di Capalbio con la collaborazione di Capalbio Giovani e di altre associazioni locali per restaurare il tetto della chiesa di Carige.
Sono accorsi in tantissimi dentro la chiesa messa a disposizione, per l’occasione, dal parroco don Marcello Serio. Circa 2.400 euro i soldi raccolti durante la tombola a cui si devono aggiungere circa 1.000 euro di donazioni. «Ha vinto la comunità – dicono soddisfatti gli organizzatori - È stata la dimostrazione che il senso di comunità esiste. Hanno partecipato persone non di Carige arrivate da Capalbio centro, da Capalbio Scalo, da Giardino. Insomma, non c’è stato campanilismo ma solo la voglia di dare una mano».
«La sfida è stata superata a livello di presenze ma anche di incasso – dicono gli organizzatori – perché durante la tombola abbiamo incassato 2400 euro. Ovviamente dovremo integrarla perché gli interventi di restauro sono molti». La solidarietà però non si ferma e, con i premi che sono avanzati, una parte sarà destinata alla tombola della Caritas e con altri sarà organizzata una pesca di beneficenza il cui ricavato sarà destinato ai lavori della chiesa. Stesso destino per i soldi che saranno ricavati dalla Tombola della Befane organizzata il 6 gennaio da Capalbio Giovani.
Piacevolmente colpito dalla risposta dei capalbiesi è lo stesso parroco don Marcello. «Non solo hanno partecipato in tanti – commenta il sacerdote – persone anche che non frequentano la chiesa ma che sono state presenti. Alcuni hanno anche chiesto l’iban per fare donazioni. La cosa che però mi ha stupito in senso positivo è stata la familiarità con la quale le persone hanno partecipato alla tombolata. Sembrava di essere in famiglia, a casa. Tutti insieme, nel rispetto del luogo come fossimo stati sempre insieme». La chiesa da luogo di culto è diventata luogo di aggregazione.
«Non escludo – dice don Marcello – che possano essere organizzati altri eventi. Tutto quello che è successo non è merito mio ma del sindaco di Capalbio che ha dimostrato non solo capacità ma anche interesse. Ha collaborato in prima persona. Un uomo che le cose non solo le dice ma le fa».
Nella chiesa i lavori da fare sono molti e spesso rimandati per un rimpallo di competenze. La struttura è del Demanio e non della Diocesi. Da sistemare sono il tetto, il nuovo impianto di riscaldamento che ha 16 anni e il presbiterio. Per questo sono ben accetti anche sponsor che possano aiutare il parroco a mettere a posto la chiesa. —
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