Coro dei Cardellini il re del “bei” saluta
Castel del Piano. Gialberto Arrighi si ritira dopo 56 anni di sfavillante carriera Il commiato nel grande concerto di fine d’anno
CASTEL DEL PIANO. Gialberto Arrighi (nella foto piccola in alto) dà l’addio ai Cardellini del Fontanino di Castel del Piano. Si ritira, un po’ per ragioni familiari, un po’ per l’età che non gli consente più lo sforzo delle trasferte, un pilastro storico del famoso coro folkloristico del Monte Amiata. Gialberto era entrato nei Cardellini nel 1963, quando aveva 28 anni e per ben 56 anni è stata una voce straordinaria del gruppo. Ha accompagnato per circa 30 anni il coro con la “tirulese”, il famoso “bei” che costituisce un vero e proprio strumento sonoro dei Cardellini che soprattutto per questo tipo di accompagnamento assai particolare e impegnativo, sono conosciuti e apprezzati in Italia e in mezza Europa. Poi Gialberto e Sergio Magliacani, entrambi maestri in “bei”, avevano lasciato dopo trent’anni questo compito a un nuovo arrivato, Gianluca Tempesta che lo interpreta tutt’ora. E quindi dalla metà degli Anni’90, Gialberto ha interpretato il ruolo di basso con la sua voce profonda e inconfondibile.
Gialberto Arrighi è un casteldelpianese doc, e infatti proprio a Castel del Piano è nato nel 1935 e qui abita ancora, nella borgata delle Ciaccine con la moglie Carla. Due figli, Paolo e Stefania, operaio ma con la grande passione dell’agricoltura, ha avuto da sempre una precisa vocazione per questa tipologia di canto, che vanta antiche origini e che i Cardellini sono riusciti a rendere strutturato e griffato.
Riconoscimenti e gratificazioni non sono mancati: hanno cantato con Keith Richard dei Rolling Stone, hanno cantato per i Rockefeller che li invitarono in America. «Gialberto è un taciturno, di poche parole, ma ha una voce che non si dimentica. E poi è sempre stato un amico vero, disponibilissimo a ogni esigenza del gruppo e pronto alle trasferte», commentano Sergio Magliacani, capocoro storico del gruppo e l’amico Moreno Filoni, i quali raccontano come Gialberto entrò, casualmente, nel coro: «Un giorno del 1963 – rammentano – passava davanti al Caffè Poli e sentì cantare lì dentro i Cardellini. Entrò anche lui e cominciò a fare la tirulese. Lo ingaggiarono subito».
Domani i Cardellini del Fontanino terranno, alle 21, nella sala polivalente del palazzo pubblico di Castel del Piano, il loro concerto di fine d’anno. Per Gialberto sarà l’ultima uscita con i cantori casteldepianesi: «Ufficialmente sarà l’ultima esecuzione ufficiale – commenta Magliacani – ma Gialberto sa bene che ogni volta che vorrà essere con noi, lo accoglieremo a braccia aperte».
Il repertorio della serata sarà quello tradizionale, che racconta storie ottocentesche e novecentesche della vita del borgo e dei suoi abitanti, con ironia e struggenti nostalgie. Intanto si prepara la prossima trasferta in Baviera, ma Gialberto non parteciperà. Senza di lui i Cardellini restano in nove: Sergio Magliacani (capocoro), Moreno Filoni, Lorenzo Filoni, Alessandro Bassetti, Massimo Tuoni, Alessandro Saccardi, Gianluca Tempesta, Mauro Rosini e Davide Fazzi. «Come si vede – osservano Magliacani e Filoni – i Cardellini hanno bisogno di trovare nuovi cultori di questo canto. Perciò rinnoviamo a tutti l’invito a partecipare alla nostra scuola di canto popolare». –
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
